P. Romani: Banda larga, l’obiettivo è lo switch-of

blaDa dailyonline.virgilio.it

Ieri si è svolta nella Capitale, nella cornice di Palazzo delle Fontane, la terza edizione di Iab Forum Roma. Giornata dedicata al binomio internet-istituzioni, durante cui rappresentanti del Governo e del mercato digitale si sono confrontati sugli argomenti più “caldi” del momento, in particolar modo lo sviluppo della banda larga. Proprio in questo contesto si inserisce l’intervento di Paolo Romani, vice ministro alle Comunicazioni, il quale ha sottolineato l’importanza della riduzione del digital device e il valore di un Paese coperto da banda larga, obiettivo raggiungibile grazie all’accordo con gli operatori Tlc: «Il tavolo con gli operatori telefonici per la rete di nuova generazione è senza condizioni (risposta all’a.d. Telecom Italia, Franco Bernabé, che due giorni fa si è detto disponibile a collaborare, ma alle condizioni della sua azienda, n.d.r.). Lo stiamo convocando già per la prossima settimana e servirà a tarare un tipo di proposta per passare dal cavo alla fibra ottica, con l’obiettivo di raggiungere lo switch off sulla banda larga che tutti auspichiamo. Finora abbiamo fatto passi avanti, ma sussiste ancora un problema di scarsa informatizzazione. Sono infatti appena 13 milioni le famiglie che dispongono di un pc». Tra speech e tavole rotonde, Iab Forum ha offerto anche una panoramica sullo stato del mercato pubblicitario in Italia. E le previsioni per il 2010 sono incoraggianti: si stima infatti una crescita del 12%, mentre oltre il 90% delle imprese italiane prevedono di aumentare il loro investimento sull’online nei prossimi due anni. Intanto, per gli italiani con meno di 55 anni internet ha raggiunto un tasso di penetrazione superiore al 70% (percentuale che sale a 81 tra i 18 e i 34) tale da farne un media competitivo per radio e stampa. La tv assorbe ancora gran parte delle risorse del mercato pubblicitario, ma, nonostante una crisi che ha sicuramente lasciato il segno, gli investimenti online sono in costante crescita, come confermato dal 2009: +6,4 e 870 milioni di euro in valore. Roberto Binaghi, presidente di Iab Italia, ha delineato lo scenario internet, confermando il ruolo strategico del settore per la crescita del sistema paese: le aziende italiane investono su internet ancora poco rispetto a quanto avviene nel resto d’Europa, con una quota di mercato della pubblicità online ferma alla soglia 8%, un dato che permette di comprendere quanto siano ancora ampi i margini di crescita. L’advertising online, negli ultimi anni, ha comunque fatto registrare un avanzamento costante, che ha avuto nel 2007 il suo picco (+40% sul 2006), segno positivo confermato anche nel 2008 (+ 19% sul 2007) e, nonostante la crisi, nel 2009 (+ 6,4% sull’anno precedente). Se la display è rimasta, nell’ultimo anno, sostanzialmente stabile, è il search a far registrare la crescita più significativa, con oltre il 10%. Positivo l’e-mail marketing, che sale del 5%. Continua l’aumento di investimenti sul mobile, grazie anche al crescente successo di iPhone e degli smartphone: pari a +8% per un volume d’affari da 21 milioni di euro in Italia. Proprio la mobile adv, secondo quanto emerge dai lavori di Iab Forum, è uno dei settori dalle maggiore potenzialità: c’è infatti ancora un ampio margine di crescita, se si tiene presente che l’85% delle aziende non conosce e non investe su questo tipo di pubblicità. Le stime prevedono che entro il 2013 la sola mobile advertising attrarrà investimenti per 25 miliardi di euro, a livello mondiale. «Metà del gap italiano nell’uso di internet è stato ricucito, ora dobbiamo passare a una seconda fase e sviluppare una vera economia attorno al nuovo media - sottolinea Roberto Binagli -. Internet ormai fa parte della “dieta mediatica” degli italiani, dobbiamo far sì che anche le imprese continuino a investire con fiducia, per colmare rapidamente la differenza in termini di volumi che ancora ci divide da altri Paesi. Il nostro mercato ha bisogno di codifiche e metriche, di standard che possano facilitare la pianificazione degli investimenti da parte degli inserzionisti - prosegue Binaghi -. La pubblicità online deve uscire da questa fase e iniziare a ragionare come una industry matura».

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Morgan Babsia

Morgan Babsia

Si affaccia nel mondo web nel lontano 1998 come webdesigner e, dopo una lunga esperienza fatta di notti insonni fra immagini e codice, decide nel 2001, insieme a M.Mauro (attuale socio) e A.Chessari, di fondare Positive S.r.l. Positive sin dai suoi esordi, ha iniziato ad occuparsi di web e comunicazione integrata, fino ad arrivare alla più completa offerta, di “web-creativity-communication”. Da allora, Morgan Babsia progetta e realizza con attenzione e cura dei particolari, la creatività e la comunicazione tramite web…e non solo.

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