Iab Forum Roma 2010, i feedback sono positivi
Roma è una piazza ideale per discutere di mercato pubblicitario online e per farlo crescere. È questo il parere di alcuni dei protagonisti di Iab Forum, tenutosi lo scorso 25 maggio nella Capitale. Pareri illustri, dal momento che si tratta di player che hanno sposato la terza edizione dell’evento capitolino sponsorizzandola. Allo stesso tempo, dall’evento organizzato da Iab Italia è emerso che le istituzioni non sono ancora in perfetta sintonia con le aspettative della industry digitale, un aspetto che non va sottovalutato per la crescita del mercato italiano. «L’appuntamento di Iab a Roma è stato molto interessante sia per le personalità autorevoli che sono intervenute all’evento sia per la presenza di pubblico e di aziende di rilievo del mercato – spiega Francesco Barbarani, head of .Fox Networks Italia -. Roma dal mio punto di vista si conferma infatti una piazza importante per approfondire nuove tematiche e condividere un’evoluzione significativa che sta caratterizzando il mondo della comunicazione e promozione aziendale e per far conoscere più da vicino le nuove frontiere della pubblicità, stimolando community e istituzioni a essere più aperte ai nuovi modelli nati con l’esplosione del digitale e dell’importanza dei contenuti». Sulla stessa lunghezza d’onda di Barbarani anche Nicola Tanzini, a capo di InTarget Group: «Direi che è andata molto bene sia da un punto di vista dei contenuti dell’evento sia dal punto di vista della partecipazione del pubblico. L’organizzazione del Bureau si è impegnata proponendo interventi e tavole rotonde che hanno rappresentato in maniera corretta quello che è oggi il mercato del marketing digitale. Ho percepito un grande potenziale di mercato. Al Centro-Sud ci sono tante realtà che vogliono “capire” per investire nel digitale: una reale opportunità per chi vuole offrire le proprie competenze e i propri servizi in questo mercato, anche se il numero delle aziende associate a Iab, presenti con una sede operativa, è molto basso. A mio giudizio la fuori c’è un mercato dalle grandi potenzialità». «L’edizione 2010 dello Iab Forum Roma ha confermato l’utilità di organizzare un evento di settore in una piazza importante come quella della capitale – dichiara Cristina Pianura, direttore generale di Tag Advertising –. Roma ha dimostrato di essere una piazza molto sensibile alla chiamata dell’internet industry. Come sponsor di Iab Forum Roma abbiamo apprezzato sia l’entità sia la qualità del parterre». Pareri unanimi, dunque, l’edizione 2010 del Forum è stata un successo, al di là della folta presenza di pubblico (oltre 1.200 presenze, si veda pagina 6 di DailyNet). Gli argomenti trattati e gli ospiti di rilievo hanno nobilitato un incontro particolarmente atteso per capire la direzione del mercato italiano. Una direzione che, per quanto non manchi la buona volontà, soffre ancora la lentezza strutturale del sistema Italia, alle prese con un digital divide piuttosto evidente che funge da zavorra alla crescita della industry digitale. «Sono sinceramente deluso e preoccupato per quanto concerne le istituzioni: anche nel corso di Iab Forum abbiamo assistito a interventi di importanti personaggi della politica che però hanno denotato uno scarso interesse di fondo per il mondo digitale – aggiunge Tanzini -. Si ha la netta sensazione che le istituzioni non siano in grado di, o non vogliano, cogliere la grande opportunità per il Paese, rappresentata dalla fruizione dei contenuti digitali da parte della totalità degli italiani, attraverso la fornitura di connettività veloce per tutti, con la pianificazione di investimenti ad hoc». All’ottimismo degli operatori, che continuano a investire per la crescita digitale del Paese, fa da contraltare dunque un’infrastruttura ancora non all’altezza di un mercato attivo e dinamico: «Le istituzioni si stanno muovendo un po’ troppo lentamente, benché i tempi siano maturi per dare un’accelerata anche dal punto di vista infrastrutturale, al fine di consentire a questa trasformazione in atto di essere sempre più una realtà – aggiunge Barbarani -. I primi segnali di attenzione e interesse ci sono ma la strada per un sistema che agevoli i nuovi media è ancora lunga».


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