Strategie: la sfida dello sviluppo responsabile
Un’impresa, un tempo - con una definizione un po’ primitiva ma, se si vuole, centrata - era una macchina per fare soldi. Oggi la sua ragione d’essere si è evoluta. La sua prosperità è legata a doppio filo alla sua capacità di generare profitto in modo responsabile e sostenibile.
Salvaguardare l’ambiente e il contesto sociale, proporre al mercato prodotti di qualità controllata e di elevati standard, produrre in ambienti idonei e sicuri per i collaboratori, dare congruo spazio alla innovazione e alla ricerca, coinvolgere e rispettare il territorio nel quale opera: ecco alcuni aspetti della responsabilità sociale della moderna azienda in generale e in particolare di quelle raggruppate in Contromarca. Su questi temi l’associazione ha recentemente organizzato un seminario cui hanno dato il loro contributo alcuni manager di aziende associate insieme a studiosi e ricercatori. Obiettivo: testimoniare qual é il significato di sviluppo sociale in azienda e come viene attuato. «Le imprese - ha spiegato Rossella Saoncella, direttore generale di Granarolo - non nascono sostenibili. Il concetto di responsabilità deve connotarne l’orientamento strategico, e si deve essere convinti che profitto e redditività non siano il fondamento logico dell’azione imprenditoriale, ma solo i parametri per misurarne la validità.
L’azione responsabile, la scelta della sostenibilità, l’attenzione alla società sono fondamentali per dare sostanza e profondità alla reputazione dell’impresa». Il coinvolgimento del territorio e dei produttori per Anna Adriani, direttore relazioni esterne di Illycaffé, è talmente importante che esiste una vera partnership con i produttori di caffé in India e in Etiopia, nella considerazione che la bevanda viene consumata per il 70% nei Paesi del nord ed è prodotta per il 100% nel sud del mondo. Come dire che anche il concetto di partenariato è un aspetto rilevante della sostenibilità. Per Sabina Ratti, vice presidente sostenibilità di Eni (un’azienda che opera in 70 Paesi con 78 mila dipendenti), è, per esempio, della massima importanza il rispetto delle regole come elemento basilare per stabilire rapporti moderni con le popolazioni con le quali si opera. Questo in un’ottica di ricerca dell’innovazione, anche nei rapporti con le persone. Un’idea già sviluppata a suo tempo da Enrico Mattei, fondatore di Eni, e di recente testimoniata dall’attività dell’azienda in Basilicata, dove il gigante petrolifero italiano è diventato un motore di sviluppo del territorio.
Anche per Daniela Murelli, direttore csr di Nestlé Waters, è importante il legame con il territorio dove deve esserci la consapevolezza della creazione di un valore condiviso. Un esempio è dato dal progetto Agrivar, sviluppato da Nestlé in Francia 14 anni fa. Ma la sostenibilità oggi è un concetto vasto ed estensibile. In Barilla, per esempio, esistono 10-11 funzioni che sono giudicate anche per il loro apporto allo sviluppo sociale. «Non solo - spiega Lamberto Prati, csr manager dell’azienda - la sostenibilità passa anche dalla considerazione attenta degli scenari esterni nei quali l’azienda si trova ad operare, ma occorre pure una misurabilità che vada anche al di là di quanto stabilito per le imprese del food dal Global Report Sustenability». Il mercato diventa così lo scenario esterno tipico con il quale un’azienda si confronta e si misura. «Ma quante saranno - si chiede Alessandro Magnoni, direttore affari generali di Coca-Cola Hbc Italia - le aziende di marca che tentano di soddisfare davvero le attese del consumatore e nello stesso avere un impatto positivo sul mercato in cui operano? Sono poche, circa 40-50, e poche sono anche quelle che hanno budget da investire in formazione, importante aspetto sociale e area alla quale Coca-Cola destina cospicue risorse». In effetti, il concetto di csr potrebbe diventare un impegno annacquato e poco credibile, specie in un periodo di crisi come l’attuale. Con il rischio di compromettere quel patrimonio, importante e fragile, che è la reputazione aziendale, di cui le politiche di sostenibilità sono parte integrante.
Roberto Nucci


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