La digitalizzazione moltiplica le possibilità
La crisi del 2009 ha portato molte aziende a ridurre i propri budget di comunicazione investendo nei mezzi che lavorano nel breve periodo, puntando su campagne tattiche, in grado di far vendere i loro prodotti. La preferenza è andata quindi a televisione e radio, che sono in grado di garantire coperture elevate nel breve periodo.
Nel 2010 la filosofia dovrebbe rimanere la stessa e solo dal 2011 si ritornerà probabilmente a campagne di brand.
Intanto, però, i mezzi su cui veicolare contenuti pubblicitari si moltiplicano: il media diventa una commodity, ciò che guida è il contenuto. Il fenomeno della digitalizzazione ha fatto sì che il mercato dell’audio-video esplodesse in tutte le sue forme: cinema, tv, internet, digital out of home. In un’ottica di efficienza,
ciò permette all’investitore di produrre uno spot video da adattare a tutte le piattaforme disponibili, contattando il consumatore in casa e fuori casa. In uno scenario sempre più convergente, quindi, la tecnologia pone alla televisione generalista nuove sfide da affrontare perché, oltre a satellite e digitale terrestre, deve competere con web tv e Iptv, ma anche con smartphone e game console.
Il responso dei numeri
Nei primi quattro mesi del 2010 il totale ascolto televisivo si è mantenuto costante con una variazione del -0,3% rispetto al 2009. Le famiglie in possesso di un decoder per digitale terrestre o satellite sono arrivate a 17 milioni e 507 mila. Gli individui che hanno sottoscritto un abbonamento a Sky sono 12,7 milioni (22,1% della popolazione) e i possessori di digitale terrestre sono 38,6 milioni (67,2%). La share della tv generalista ad aprile 2010 è scesa all’82,9% con una perdita di 5,6 punti rispetto all’anno precedente. Il satellite resta stabile con l’8,3% di share (-0,8 punti), mentre il digitale terrestre arriva all’8,7% con un incremento di 6,2 punti.
Da gennaio ad aprile, dunque, quasi tutte le reti generaliste hanno registrato una flessione. La perdita maggiore è di Italia 1, che evidenzia un -9,2% anche a causa dell’attenzione dei bambini e dei target più giovani verso l’offerta dei nuovi canali digitali. Il secondo calo più importante è quello accusato da Rai 3, che perde l’8,0%. Nel panorama televisivo la rete leader è Rai 1 con un ascolto di 2,8 milioni e una contrazione del -3,1% rispetto al 2009. Più marcata la variazione negativa (-6,3%) per la rete ammiraglia di Mediaset, che ottiene un ascolto di 2,6 milioni di spettatori. In crescita invece, l’audience (+2,1%) di Rai 2, che beneficia del miglioramento di ascolti in day time (trainato da “Il fatto del giorno” e “Quelli che il calcio”) e delle buone performance di “AnnoZero” e “L’Isola dei famosi” in prime time.
La perdita di ascolti scontata da Rai e Mediaset viene in parte recuperata dalle performance degli editori sul dtt. Tra i primi 20 canali, Mediaset posiziona tre emittenti: il canale dedicato ai ragazzi Boing all’ottavo posto con un ascolto di 131 mila telespettatori in crescita del 127,5%, Premium Calcio (69 mila) e il canale di cinema e cultura Iris (51 mila). Il servizio pubblico, invece, è presente nel rank con Rai 4 (telefilm e film), che occupa la nona posizione con un ascolto di 84 mila spettatori e un incremento del 227,7% rispetto all’anno precedente. Ma buoni risultati hanno anche riscontrato Rai Premium (fiction) con 58 mila spettatori e Rai Yoyo (cartoni animati; 50 mila). Sulla piattaforma Sky buoni risultati per Sky Sport 1 che segna una media di 64 mila spettatori con un incremento del 13,7%. Il canale delle serie Fox Crime registra un ascolto di 60 mila spettatori con una variazione negativa del 10,2%, mentre Fox cresce dell’1,0%. Perdita di audience per il canale Sky Cinema, che evidenzia un -5,8%.


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