Ecco perché Google non ha comprato Skype
Ormai è fatta. La Microsoft ha comprato Skype lasciando gli altri a bocca asciutta. Ma chi è causa del suo mal pianga se stesso, dice il detto. Lo sa bene Google, che in passato ebbe la sua occasione ma se la lasciò sfuggire. E non perché non avesse gli 8,5 miliardi di dollari necessari all’acquisto, ma perché qualcuno dei suoi non ritenne che l’affare fosse un buon investimento. Anzi, a essere proprio sinceri, alla base del mancato acquisto di Skype da parte di Google c’è un vero e proprio sabotaggio. Ecco la storia, già raccontata nel libro In the Plex: How Google Thinks, Works, and Shapes Our Lives di Stephen Levy.
Il personaggio centrale di tutta la faccenda è Wesley Chan, che nel 2009 era un manager coinvolto nel lancio del servizio di telefonia Google Voice. Quando arrivò la notizia che eBay stava vendendo Skype, tutti alla Google iniziarono a pensare all’affare, anche Chan. Che però, al contrario degli altri, non lo riteneva una buona mossa. Il motivo? Perché Skype utilizzava una tecnologia peer-to-peer, mentre il paradigma informatico di Google era il cosiddetto cloud computing.
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