Crowdsourcing, per resistere

Il crowdsourcing, per le possibilità a basso costo che offre, sta attirando le attenzioni di molti brand e aziende interessate a ridurre gli investimenti delle campagne pubblicitarie, senza necessariamente perdere in impatto. Di fatto la parola pare rientrare tra i primi nove termini “geek” più usati dal popolo della rete.
Per la serie “piove sul bagnato”, i fatti di cronaca recenti ci mettono di fronte a notizie che riguardano territori in crisi per ben altri motivi rispetto a quelli prettamente economici.
Per questo mi preme segnalare due casi in grado di rivelare il lato profondamente umano che sta dietro al crowdsourcing, visto che generalmente tende a far parlare di sé solo per gli effetti balsamici che può avere sui budget.
Il primo è haisentitoilterremoto.it, un questionario semplice e dettagliato, con cui si può informare l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di aver appena avverito una scossa. Questi dati vengono incrociati con le informazioni provenienti dai rilevatori sul territorio dell’INGV e contribuiscono a disegnare mappe sismiche sempre più capillari.
Il secondo è TheHealthMap, che aggrega i dati su epidemie varie (provenienti da U.S. Centers for Disease Control, Canadian Institutes of Health Research, World Health Organization, Google e altri) e li distribuisce su una mappa. Qui potete consultare i luoghi in cui fino ad adesso si sono verificati i casi di contagio di questa terribile influenza suina.

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scusa ma allora la domanda mi viene spontanea?..ma comunicazionipositive è fenomeno di crowdsourcing?…se noi autori dovessimo decidere di creare un e-book…e-magazine del blog stesso, commisionati dalla redazione di CP..questo quindi è crowd?…
cmq molto interessanti i 2 progetti che hai citato, il che spiega quali possono essere i vari sviluppi…anche umani!
Se, mettiamo, ci affacciassimo all’interno di una community di bravi grafici dicendo: Hey! conoscete ComunicazioniPositive.it? Stiamo progettando di lanciare un e-magazine mensile in .pdf.
Ci servirebbe qualcuno che creasse la linea grafica, e possiamo pagare 500 euro per chi ci realizza quella migliore.
Questa un’operazione crowd