Il crowdfunding: il fund raising sociodigitale

associazioneIl social networking ha strumenti flessibili, adatti al bisogno di condividere informazioni personali.
Manifestare un bisogno, chiedere aiuto, consultare i membri di una comunità virtuale per chiedere consiglio, affidare la soluzione a perfetti sconosciuti; sono impulsi favoriti dalla fiducia che la rete riesce ad attirare verso di sé, da quando il web è diventato 2.0 e in molti vanno a farsi il bagno nel talento latente della folla.
Il social lending ha reso possibile la condivisione del credito: da una parte la possibilità di investire in maniera sicura, dall’altra quella di ottenere denaro a tassi di interesse minori e senza bisogno delle garanzie “cravattare” richieste da alcune banche (v.di Zopa).

Crowdfunding è un nome che contrae crowdsourcing con fund raising (alimentando il gusto di giocare con le parole che già ha dato vita alla stessa crowdsourcing) ; penso si sia già capito di cosa si tratta.
Ong, associazioni no-profit e professionisti della ricerca fondi stanno già costruendo grandi progetti che mirano a intercettare la naturale inclinazione solidale del popolo di internet, per finanziare ricerca medica, sviluppo in zone disagiate e supporto per le popolazioni che vivono in aree critiche.

Tra tanti, due progetti che mi pare valga la pena di segnalare sono Kiva, un social network che continuamente propone operazioni di piccolo e grande taglio (dal comprare un bestiame al contadino uzbeko al costruire un ospedale nel Benin) in paesi in via di sviluppo, che possiamo finanziare e di cui possiamo seguire gli esiti grazie alla piattaforma. Il secondo, tutto italiano, è YouTelethon.it; uno spazio in cui gli utenti italiani possono diventare “ambasciatori di rete” (lanciando appelli, realizzando videospot e filmati creativi) in favore di una delle più grandi associazioni di raccolta fondi per la ricerca. Donare il proprio stile, in fondo, non costa niente.

Per un’ulteriore approfondimento sul tema segnalo questo articolo.

Immagine tratta da Reti Glocali.

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Francesco Martinelli

Per anni vittima del digital divide, passo molto tempo col computer acceso, tanto che le voci dentro la mia testa si illuminano accompagnate dal rumore dei messaggi di Skype. La parola chiave che preferisco è "community". Ne ho frequentate e ne frequento molte, su piattaforme molteplici, anche se penso spesso all'epoca delle chat #IRC. Puoi trovarmi anche su: Twitter FriendFeed LinkedIn

Un Commento

  1. Riccardo Friede scrive:

    Ciao, bel post! Ho appena raccolto in un post tutti i servizi italiani che permettono di fare crowdfunding e personal fundraising (soprattutto a sostegno di buone cause!). Lo trovate sul mio blog http://www.fundraisingkmzero.it -> Post http://goo.gl/PwtF5
    Un salutone!

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