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	<title>Comunicazioni Positive</title>
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	<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 11:30:18 +0000</pubDate>
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		<title>Ancora sulla creatività in Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 11:28:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Torregrossa</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[<img src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/parcosmall.jpg" alt="parcosmall" width="100" height="100" class="alignleft size-full wp-image-2067" />Mai come in questo periodo i creativi stanno alzando la voce. Oddio, più che altro stanno scrivendo in Rete: se le sequenze di 0 e 1...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/parco.jpg" alt="parco" width="570" height="200" class="alignleft size-full wp-image-2066" />Mai come in questo periodo i creativi stanno alzando la voce. Oddio, più  che altro stanno scrivendo in Rete: se le sequenze di 0 e 1  diventeranno mai azione, sarà tutta da vedere. Dopo la pubblicazione del  manifesto di <a href="http://www.creativi.eu/">Alfredo Accattino</a>,  dove si invita la categoria ad insorgere e diventare lobby, scavalcando  le inutili associazioni ed imponendosi nei confronti del potere  costituito, anche <a href="http://advexpress.blogspot.com/2011/10/macgregor-hastie-ai-clienti-italiani-la.html">Alasdhair Macgregor Hastie</a> (European Creative Director di TBWA G1 e già direttore creativo di Publicis Italia) ci mette un carico pesante.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Il suo <span style="font-style: italic;">j&#8217;accuse</span> racconta il malessere nostalgico del creativo emigrato – nel suo caso –  in Francia, perché i clienti italiani non sono in grado di apprezzarlo.  Hastie punta il dito contro i clienti italiani:</span> accusati di non  essere interessati alla creatività vera, ma sempre e solo al prodotto;  di non capire e non voler capire l&#8217;innovazione. La polemica è però anche  per le agenzie, colpevoli di regalare creatività e far pagare il media,  spostando dunque l&#8217;asse del nostro lavoro dall&#8217;idea al semplice  contenitore: perché sbattersi, dice, quando basta una gnocca in primo  piano per convincere il cliente? I reparti creativi italiani sono come  tramezzini di solo pane: direttori creativi da una parte, statisti  sottopagati dall&#8217;altra (ricordate <a href="http://graficaedeliri.blogspot.com/2011/10/stagisti-e-mignotte.html">la polemica su FlashArt?</a>).</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Le  parole colpiscono, è innegabile. Ma ancor di più colpiscono i fatti  dietro a queste aspre critiche: fatti che conosciamo tutti, perché li  sperimentiamo tutti i giorni.</span> Come il dover spiegare al cliente  perché il design di un logo costa così tanto; o le richieste assurde del  titolare d&#8217;azienda settantenne, fermo alla comunicazione da sagra di  paese; poi le fatture contestate e mai pagate, i ritardi nei saldi e le  richieste di sconti neanche fossimo al supermercato; e la percezione,  infondo, che il nostro mestiere sia visto come uno scherzo, un hobby,  una bella passione; e che chiunque, dopo tutto, è creativo e può avere  una bella idea (la butto lì: di certo il <a href="http://graficaedeliri.blogspot.com/2011/01/masse-creative-free-e-book-sul.html">crowdsourcing creativo</a> non aiuta); e chiunque può scaricare una copia pirata di Photoshop e imparare ad usarlo.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">C&#8217;è  scetticismo nei confronti del nostro lavoro. Dettato, inutile negarlo,  anche dal comportamento spesso vigliacco dei nostri colleghi nei  gloriosi &#8216;80 e &#8216;90, </span>che giravano in BMW e staccavano fatture  milionarie fumando erba di prima qualità e urlando &#8220;concept creativo&#8221;  ogni dieci minuti. E poi la Rete, nostra grande alleata ma peggior  nemico, che ci costringe ad una costante guerra tra poveri nel difendere  le nostre professionalità contro orde di ventenni con le idee confuse; e  anche quando chiediamo cifre oneste, ci sentiamo trattare da ladri,  perché nel nostro lavoro infondo infondo ci si diverte un sacco e non si  suda neanche un po&#8217;.</p>
<p><a href="http://1.bp.blogspot.com/-oF0W6_yt1aQ/TqqWXOlYerI/AAAAAAAABzA/ByPxEDB9rdk/s1600/mettiamocilatesta-i-head-an-idea-creative-director-small-72529.jpg"><img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 283px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-oF0W6_yt1aQ/TqqWXOlYerI/AAAAAAAABzA/ByPxEDB9rdk/s400/mettiamocilatesta-i-head-an-idea-creative-director-small-72529.jpg" border="0" alt="" /></a><span style="font-weight: bold;">Raccolgo la provocazione di Accattino: facciamoci vedere, blocchiamo il giocattolo, rendiamoci visibili. Come fare? </span>Non  ne ho idea. Non credo un granché nelle manifestazioni di massa; e sono  abbastanza certo, dopotutto, che di questi tempi la gente preferisca  lavorare che protestare, anche quando le condizioni di lavoro fanno  schifo. Ci mancano rappresentanza, tutela, rispetto, visibilità: se  scendessimo per strada, chi ci ascolterebbe? Chi ci capirebbe? Il  governo ci ignora, ipertassandoci come freelance neanche fossimo grandi  aziende, ignorando le problematiche legate al copyright delle proprie  opere, complicandoci la vita con banche e istituti di credito.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">E in che modo potremmo mai bloccare un giocattolo, se non tutti insieme? </span>Ma  per un creativo che fa un passo indietro per protesta, decine di altri  sciacalli del sottocosto piombano sul cliente per sbranarlo. E il  cliente di fronte al miraggio del pagar poco rinuncia alla qualità del  lavoro, alla professionalità del creativo con le palle, sputtanando di  fatto in un sol colpo il nostro lavoro e la nostra richiesta di diritti.  È un gioco al massacro, dove vince chi svende la propria dignità.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Cosa ci resta, dunque? Al netto delle polemiche, solo una cosa: lavorare bene ed essere onesti. </span> Cultura, conoscenza, formazione, rispetto delle scadenze sono  caratteristiche irrinunciabili; la fiducia del cliente va conquistata  anche sapendo dire di no a certe richieste, ma bisogna essere in grado  di spiegare, motivare, circostanziare le proprie scelte di creatività;  non chiediamo più soldi di quanto davvero meritiamo, non spremiamo il  limone fino all&#8217;ultima goccia solo perché ne abbiamo la possibilità;  siamo chiari e trasparenti, richiediamo firme e contratti, chiariamo  subito col cliente chi siamo e cosa facciamo; contribuiamo, dannazione, a  far comprendere il vero valore dell&#8217;idea al di là delle ore di lavoro  impiegate o del costo di realizzazione di un esecutivo.<br />
Non credo basterà, perché c&#8217;è troppo da cambiare, ben più di questo. Ma è un piccolo passo, e possiamo farlo subito.</p>
<p>(PS: la seconda immagine <a href="http://www.coloribus.com/adsarchive/prints/mettiamocilatesta-i-head-an-idea-creative-director-13495705/">arriva da qui</a>, è solo che mi sembrava appropriata)</p>
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		<title>Creativi d&#8217;Italia, unitevi!</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 11:19:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Torregrossa</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Web]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/piantasmall.jpg" alt="piantasmall" width="100" height="100" class="alignleft size-full wp-image-2062" />Cari creativi, vi chiedo di leggere questo post. Ci metterete 5’. Parla di voi. Dopo, sarete un po’ incazzati...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/pianta.jpg" alt="pianta" width="540" height="200" class="alignleft size-full wp-image-2061" /><span style="font-weight: bold;">Copio e incollo da <a href="http://www.tiragraffi.it/mondo-del-lavoro/2011/10/lettera-aperta-ai-creativi/">Tiragraffi</a> questo appello alla mobilitazione dei creativi. Trovo le parole di Alfredo Accattino pubblicate <a href="http://www.creativi.eu/">sul suo blog</a> molto provocatorie: non posso dire di essere d&#8217;accordo su tutta la  linea, ma senz&#8217;altro mettono in luce i problemi che assillano la  categoria dei creativi: l&#8217;assenza di garanzie, i pagamenti infiniti, i  contratti da sfruttamento (come dicevamo <a href="http://graficaedeliri.blogspot.com/2011/10/stagisti-e-mignotte.html">qualche giorno fa</a>)  e, soprattutto, la mancanza cronica di una rappresentanza seria e  attiva che non si limiti a consegnare qualche premio e farsi i pompini  l&#8217;un l&#8217;altro. Resta da capire che ne sarà di queste parole: smuoveranno  qualche coscienza? porteranno la gente in strada? faranno aprire gli  occhi alla categoria? o serviranno solo a dare il boom di visite al blog  di Accattino per un paio di giorni?</p>
<p></span>Cari creativi,<br />
vi chiedo di leggere questo post. Ci metterete 5’.  Parla di voi. Dopo, sarete un po’ incazzati. Forse, più motivati. Magari  saprete cosa fare. Altrimenti, postate una canzone.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Ora passo al tu. Se appartieni al 94% di chi “non” possiede o dirige un’azienda di successo,</span> con i riconoscimenti che ne derivano, contratti o dividendi, prendi un  foglio di carta e scrivi su quali forme di tutela puoi contare. Fatto?  Che prospettive ritieni di potere avere, superati i 50 anni, se non  dovessi divenire titolare, dirigente, star acclamata? E se ti trovassi  nella condizione di doverti ri-immettere sul mercato? Oggi, su quali  garanzie puoi contare sotto il profilo sanitario, pensionistico, in caso  di malattia, disoccupazione, maternità? <span style="font-weight: bold;">Se invece sei un libero professionista o un free lance, </span>che tutele hai su pagamenti e tempi? Quali spese scarichi? E gli utili corrispondono agli studi di settore? <span style="font-weight: bold;">Se hai un contratto a progetto, </span>a  chi ti puoi rivolgere per mutui o finanziamenti? Se stai iniziando ora,  quali aiuti hai ricevuto per lo start up? E, infine, se hai un’idea  innovativa, chi è pronto ad ascoltarti? Che strumenti hai per  proteggerla?</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Ma soprattutto, chi riconosce il tuo valore, e ti considera una forza importante e strategica? Chi ci rappresenta? </span>Quale  corrispondenza esiste tra le nostre idee, la nostra visione del mondo e  delle cose, l’amore per il bello in tutte le sue forme, e il sistema  Paese?</p>
<p>Se, al contrario, appartieni a quel 6% che ottiene onori e  premi, chiediti quanto sei veramente tutelato, e se non hai anche tu,  stampigliata da qualche parte, la data di scadenza. Cosa succede se un  fondo ti acquisisce e decide che non sei performante? Se litighi con  soci, se soffri di ansia da prestazione, se il tuo mercato viene  travolto dalla crisi, se improvvisamente ti pesa fare l’ennesima notte?  Ma soprattutto, chiediti cosa puoi fare tu per il 94% di talenti che,  meno di te, hanno ottenuto visibilità, guadagni, opportunità.</p>
<p>In  Italia non esistono cifre che dicano quanti siano i professionisti che  svolgono attività finalizzate alla creatività. I “creativi”,  semplicemente, non esistono. Eppure siamo quelli che costruiamo, ogni  giorno, l’immagine della filiera industriale e commerciale, in alcuni  casi, sogni e tendenze. Quelli che progettano le piattaforme dove ci si  confronta. Che creano stili, storie e visioni da condividere. Disegnano  il presente. <span style="font-weight: bold;">Io ritengo che in Italia  siano più di 2 milioni le persone che vivono delle proprie capacità  creative. Il doppio se si considerano ambienti di riferimento e indotti.<br />
</span><br />
<span style="font-weight: bold;">Non siamo identificati, rappresentati, tutelati, rispettati, valorizzati.</span> Facciamo un lavoro logorante, che spesso riduce la capacità competitiva  con l’avanzare degli anni. Prigionieri di stereotipi che ci vedono  modaioli e svagati, con il bigliardino all’ingresso e il lupetto nero,  sempre alle prese con cose divertenti. In realtà protagonisti di quella  fuga di cervelli che porta i più intraprendenti di noi ad andare  all’estero per poter vivere e realizzare le proprie idee.<br />
Facciamo un  lavoro anonimo. Senza diritto d’autore, con ritmi superiori a qualsiasi  regime contrattuale, disposti a lavorare di notte e nei festivi, sulla  scia di quell’entusiasmo e disponibilità che è insita nel nostro lavoro,  al quale non potremmo rinunciare, ma che diviene regola in luogo di  eccezione. Ma non siamo missionari e non stiamo salvando la vita a dei  bambini. Siamo solo uno strumento del sistema industriale. Lavoratori  dell’immateriale, braccianti della mente.</p>
<p>Eppure, insieme alla ricerca tecnologica, rappresentiamo l’identità storica della nazione, il <span style="font-style: italic;">made in Italy</span>,  quello che ancora ci garantisce un briciolo di credibilità nel mondo.  Ci confrontiamo e diamo voce alle culture giovanili e riformiste,  invisibili e marginali per i media e il potere quanto lo siamo noi.  Sperimentiamo tecnologie e linguaggi.<br />
Pensiamo internazionale. Siamo  quelli che hanno contribuito alla creazione della cultura web e social,  della quale conosciamo, più di tutti, dinamiche, linguaggi e modalità.  Ma non siamo mai coinvolti nelle scelte e nelle soluzioni. Mai  consultati, mai coinvolti nei processi decisionali sui grandi temi di  questa società. Che rinuncia, di fatto, a valorizzare uno straordinario  capitale di energia e innovazione.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Mi spiace dirlo, ma le associazioni di categoria in questo momento non hanno più senso. </span>Così  come il parlare di pubblicitari, grafici, architetti, e di mille altre  piccole nicchie. Sono finite le corporazioni. Potranno essere utili solo  dopo, per specifiche esigenze di settore, per l’aggiornamento  professionale e il confronto tecnico. E poi, basta. Non ci sono creativi  fighi e creativi di serie B. O lo sei, o non lo sei.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Il cambiamento che vi propongo è di mentalità e di visione. </span>Siamo e siete un’unica entità, qualunque cosa facciate: <span style="font-style: italic;">creativi  per pubblicità e eventi, copy, art, graphic &amp; industrial designer,  visualizer, web. Ma anche artisti, autori, stilisti, scenografi, light  designer, montatori, sceneggiatori, story editor, coreografi, registi,  fotografi, progettisti, blogger, compositori, video maker, illustratori,  costumisti, direttori artistici, curatori, artigiani di ricerca,  traduttori, ghost writer… </span>Nelle grandi città, come in provincia,  dove maggiori sono le difficoltà. Occorre spostare il livello di  percezione/visibilità. Piantarla di fare gli individualisti. Divenire  massa critica, movimento di opinione, influencer. Smettere di pensare  all’orticello per acquisire quella che il buon Pasolini chiamava  “coscienza di classe”. Se il mondo non ci considera, usiamo le  metodologie che il mondo comprende.<br />
<span style="font-weight: bold;">- Diventiamo lobby<br />
- Impostiamo una rivendicazione sindacale (sì, avete letto bene)<br />
- E quindi, diveniamo Gruppo di Pressione.<br />
</span><br />
Anche  in un momento di crisi, che potrebbe far sembrare irrealizzabili e  utopiche queste istanze. Perché è quando si è in curva che occorre  spingere sull’acceleratore.</p>
<p>Primo passo, renderci visibili,  sollevando il problema. Al pari di quanto hanno fatto pochi anni fa i  nostri colleghi sceneggiatori americani. Blocchiamo il giocattolo.  Occupiamo la rete. Facciamoci vedere. Anche nelle strade. Senza sentirci  obbligati a dover, per forza, fare manifestazioni fighe e creative.   Poi, diveniamo piattaforma. <span style="font-weight: bold;">Cosa  chiedere? Di ascoltarci. Di avere, in questo paese, un ruolo consultivo e  decisionale. Ma anche ciò che hanno ottenuto tante altre categorie che,  nella storia, prima di noi, hanno affermato in maniera organica i  propri diritti:</span><br />
1 - Tutela dei più giovani, con contratti a  progetto e stipendi che assomigliano al conto di un ristorante.  Regolazione del sistema stage e incentivi per chi assume. Finanziamenti o  prestito d’onore per attrezzature e alta formazione<br />
2 - Garanzia di  tempi e modalità di pagamento per professionisti esterni e free lance.  Con possibilità di accedere in maniera diretta a un collegio arbitrale  per la risoluzione di problematiche professionali<br />
3 - Istituzione di  un Fondo di Solidarietà, pagato contestualmente alla prestazione  d’opera, o inserito direttamente nel contratto. Destinato ad aiutare chi  si trova a vivere momenti di difficoltà, per maternità, problemi di  salute, disoccupazione. Con tassi agevolati per mutui e fidi<br />
4 -  Diritto d’autore per nuove categorie o forme espressive, per ridurre una  disparità di trattamento non più giustificabile. Anche alla luce della  recente sentenza Bertotti contro Fiat.<br />
5 - Adeguamento legislativo del concetto di &#8220;idea&#8221;, oggi del tutto privo di rilevanza e tutela giuridica.<br />
6  - Nel caso di partita IVA, iscrizione in categoria separata, con  imposta calcolata al 75%, come avviene nell’ambito della cessione dei  diritti. O inserimento delle categorie nella gestione Enpals, inserendo  il concetto del &#8220;collocamento&#8221;<br />
7- Facilities per l’aggiornamento  professionale, per il consumo di beni culturali e soggiorni all’estero,  elementi ala base del nostro lavoro</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Diritti,  si badi bene, che non devono essere appannaggio del soggetto singolo,  ma anche di aziende e studi professionali che pongono la creatività come  core business.</span> Questo non vuol dire, quindi, lotta tra poveri, in un momento di grave congiuntura, ma condivisione di opportunità:</p>
<p>1 - Regolazione del sistema gare e riconoscimento della “creatività” all’interno del formulari di gara<br />
2  - Diritto a poter scaricare le spese effettuate dalle aziende per  ricerca, sperimentazione, nuove tecnologie. E incentivi per stage,  apprendistato, assunzioni, contratti nell’area creativa<br />
3 - Riduzione  fiscali e incentivi in caso di start-up, con particolare attenzione nei  confronti di under 30, factory, realtà collettive, in un contesto che  valorizzi 3 assi portanti: creatività, ricerca tecnologica, arti<br />
4 -  Attivazione di ammortizzatori anche per quelle aziende che non  raggiungono i minimali previsti per accedere a cassa integrazione o  mobilità</p>
<p>Ho finito. E, detto tra noi, non avrei mai pensato di  dover scrivere un giorno un testo simile a un vecchio volantino  sindacale o a una predica mormonica. Ma così è. Con la netta sensazione  che il social, pensato per unire teste e mondi, possa servire a qualcosa  di più che postare una canzone. In questo percorso illuminante il  dialogo che gli sceneggiatori di un piccolo film “Generazione 1000 euro”  ha messo in bocca a due amici, perennemente stagisti. “Questa è l’unica  epoca in cui i figli stanno peggio dei padri….” è il commento di Matteo  quando apprende che un suo coetaneo disoccupato lascia Milano per  tornare dai genitori: “E qual è la nostra risposta? Mangiare Sushi.” E a  me, il sushi, non basta più.<br />
<span style="font-style: italic;">(Alfredo Accatino)</span></p>
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		<title>Dublin Web Festival</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 07:21:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgan Babsia</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/dublin.jpg"><img src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/dublin.jpg" alt="dublin" title="dublin" width="100" height="100" class="alignleft size-full wp-image-2055" /></a>Visita il sito dell'evento <a href="http://www.dublinwebsummit.com/">http://www.dublinwebsummit.com/</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/webf.jpg"><img src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/webf.jpg" alt="webf" title="webf" width="570" height="200" class="alignleft size-full wp-image-2054" /></a>Visita il sito dell&#8217;evento <a href="http://www.dublinwebsummit.com/">http://www.dublinwebsummit.com/</a></p>
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		<title>View Fest 2011, digital movie festival</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 07:17:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgan Babsia</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/senza-titolo-6.jpg"><img src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/senza-titolo-6.jpg" alt="senza-titolo-6" title="senza-titolo-6" width="100" height="100" class="alignleft size-full wp-image-2051" /></a>Torna al Cinema Massimo di Torino, dal 21 al 23 ottobre, il VIEWFest, Festival internazionale di cinema digitale organizzato dalla VIEW Conference...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/senza-titolo-51.jpg"><img src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/senza-titolo-51.jpg" alt="senza-titolo-51" title="senza-titolo-51" width="570" height="200" class="alignleft size-full wp-image-2050" /></a>Torna al Cinema Massimo di Torino, dal 21 al 23 ottobre, il VIEWFest,  Festival internazionale di cinema digitale organizzato dalla VIEW  Conference, con un’offerta<br />
selezionata dai migliori festival del mondo che lo rendono il “nodo”  italiano della rete internazionale di rassegne sul tema: un esempio sono  le partnership con il<br />
SIGGRAPH e il SIGGRAPH Asia, che proporranno il meglio delle loro ultime edizioni.</p>
<p>Leggi tutto l&#8217;articolo su <a href="http://www.ziguline.com/event-list/event/view-fest-2011-digital-movie-festival/">ziguline.com</a></p>
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		<title>Regole comuni per le scommesse online</title>
		<link>http://www.comunicazionipositive.it/2045/regole-comuni-per-le-scommesse-online/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 07:14:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgan Babsia</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/cartesmall.jpg"><img src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/cartesmall.jpg" alt="cartesmall" title="cartesmall" width="100" height="100" class="alignleft size-full wp-image-2047" /></a>La Commissione Europea potrebbe emanare una normativa sul gioco online valida in tutti i Paesi membri dell'Unione...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/carte.jpg"><img src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/carte.jpg" alt="carte" title="carte" width="570" height="200" class="alignleft size-full wp-image-2046" /></a>La Commissione Europea potrebbe introdurre regole comuni per le <strong>scommesse online</strong> valide in tutti i paesi dell’Unione. La decisione sarebbe conseguenza  delle numerose proteste ricevute dagli operatori del settore, a causa  dell’impossibilità di rispettare le diverse leggi in vigore nei singoli  Stati.</p>
<div style="overflow: hidden; color: #000000; background-color: transparent; text-align: left; text-decoration: none; border: medium none;">Attualmente, infatti, ogni membro dell’Unione Europea emana proprie  norme legislative per regolare il gioco online con lo scopo di  proteggere gli utenti dalla dipendenza e dalle frodi, scoprire il <strong>riciclaggio di denaro</strong> e le <strong>partite truccate</strong>.  Le regole che disciplinano le scommesse online variano dunque da Stato a  Stato, con mercati completamenti liberi o divieti assoluti, come in  Svezia.</p>
<p>Leggi tutto:  <a style="color: #003399;" href="http://www.webnews.it/2011/09/09/regole-comuni-per-le-scommesse-online/#ixzz1Y65ELqrC">http://www.webnews.it/2011/09/09/regole-comuni-per-le-scommesse-online/#ixzz1Y65ELqrC</a></div>
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		<title>Twitter vale 100 milioni di utenti</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 07:10:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgan Babsia</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/twittersmall1.jpg"><img src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/twittersmall1.jpg" alt="twittersmall1" title="twittersmall1" width="100" height="100" class="alignleft size-full wp-image-2042" /></a>Twitter ha raggiunto l'importante traguardo di 100 milioni di utenti attivi. Secondo Google Analytics, il sito raggiunge 400 mln di utenti attivi al mese...
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/twitter.jpg"><img src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/twitter.jpg" alt="twitter" title="twitter" width="570" height="200" class="alignleft size-full wp-image-2041" /></a>Il social network <strong>Twitter</strong> è nato solo cinque anni fa,  partendo con un ristrettissimo gruppo di sette utenti. Da quel momento  il numero di iscritti è cresciuto costantemente ed esponenzialmente fino  a raggiungere, oggi, la straordinaria cifra di<strong> 100 milioni di utenti attivi</strong>, metà dei quali accede ogni giorno e di cui il <strong>55% vi accede con dispositivi mobili</strong>. Per quanto riguarda i <strong>tweet</strong> prodotti, ovvero i messaggi che gli utenti possono condividere sul social network, al momento si parla mediamente di<strong> 5 miliardi ogni 5 giorni</strong>. Ad annunciarlo è il CEO della società, Dick Costolo.</p>
<div style="overflow: hidden; color: #000000; background-color: transparent; text-align: left; text-decoration: none; border: medium none;">
Leggi tutto:  <a style="color: #003399;" href="http://www.webnews.it/2011/09/09/twitter-vale-100-milioni-di-utenti/#ixzz1Y64N9rl5">http://www.webnews.it/2011/09/09/twitter-vale-100-milioni-di-utenti/#ixzz1Y64N9rl5</a></div>
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		<title>Così gli italiani acquistano online</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 07:06:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgan Babsia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Web]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/shopsmall1.jpg"><img src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/shopsmall1.jpg" alt="shopsmall1" title="shopsmall1" width="100" height="100" class="alignleft size-full wp-image-2038" /></a>Sempre più italiani acquistano online, e sempre con maggior frequenza. Le spese maggiori sono soprattutto per viaggi ed alimentari...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/shop.jpg"><img src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/shop.jpg" alt="shop" title="shop" width="570" height="200" class="alignleft size-full wp-image-2036" /></a>“<strong>E-Commerce Consumer Behaviour Report 2011</strong>“, ossia  quanto e come spendono gli italiani online. La ricerca è stata  realizzata da ContactLab e NetComm per mezzo di un sondaggio su 62 mila  utenti «tra clienti e prospect dei maggiori siti e-commerce italiani».</p>
<p>Innanzitutto rispetto al 2010 <strong>la quota degli acquirenti online in proporzione all’utenza connessa alla rete è aumentata del 3%</strong>,  il che significa una maggior penetrazione degli acquisti online nella  cultura diffusa di chi naviga ed utilizza gli strumenti del Web. In  particolare la percentuale passa dall’87% al 90%, con un solo utente su  dieci ancora lontano da questo tipo di opportunità. La maggior parte  degli acquirenti online è situato nella fascia d’età 40-49 (29%) o 30-39  (28%), mentre l’utenza con più di 50 anni assomma al 30% del totale.</p>
<div style="overflow: hidden; color: #000000; background-color: transparent; text-align: left; text-decoration: none; border: medium none;">Leggi tutto:  <a style="color: #003399;" href="http://www.webnews.it/2011/09/08/cosi-gli-italiani-acquistano-online/#ixzz1Y63BEARx">http://www.webnews.it/2011/09/08/cosi-gli-italiani-acquistano-online/#ixzz1Y63BEARx</a></div>
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		<title>Nuova linfa vitale per Delicious</title>
		<link>http://www.comunicazionipositive.it/2031/nuova-linfa-vitale-per-delicious/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 07:01:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgan Babsia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Web]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/delicioussmall.jpg"><img src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/delicioussmall.jpg" alt="delicioussmall" title="delicioussmall" width="100" height="100" class="alignleft size-full wp-image-2033" /></a>a progetto di sicuro interesse agli albori del cosiddetto “web 2.0″ a  ramo secco di Yahoo: è questo il destino che è toccato a Delicious...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/delicious.jpg"><img src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/delicious.jpg" alt="delicious" title="delicious" width="570" height="200" class="alignleft size-full wp-image-2032" /></a>Da progetto di sicuro interesse agli albori del cosiddetto “web 2.0″ a  ramo secco di Yahoo: è questo il destino che è toccato a Delicious, che  da punto di riferimento per il social bookmarking è divenuto nel tempo  un vero e proprio peso per il gruppo di Sunnyvale, il quale ha  recentemente deciso di <a href="http://www.webnews.it/2011/04/28/yahoo-vende-del-icio-us-ai-fondatori-di-youtube/">venderlo</a> a <strong>Chad Hurley</strong> e <strong>Steve Chen</strong>,  fondatori di YouTube. Ed è proprio da questi ultimi che potrebbe  giungere nuova linfa vitale per il portale, il quale potrebbe entro  pochi mesi vivere un’importante rivoluzione.</p>
<div style="overflow: hidden; color: #000000; background-color: transparent; text-align: left; text-decoration: none; border: medium none;">
Leggi tutto:  <a style="color: #003399;" href="http://www.webnews.it/2011/09/12/nuova-linfa-vitale-per-delicious/#ixzz1Y61jobZV">http://www.webnews.it/2011/09/12/nuova-linfa-vitale-per-delicious/#ixzz1Y61jobZV</a></div>
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		<title>Facebook riproduce le cerchie sociali di G+</title>
		<link>http://www.comunicazionipositive.it/2027/facebook-riproduce-le-cerchie-sociali-di-g/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 10:12:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgan Babsia</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/gpfsmall.jpg"><img src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/gpfsmall.jpg" alt="gpfsmall" title="gpfsmall" width="100" height="100" class="alignleft size-full wp-image-2029" /></a>Facebook sta testando un nuovo sistema di friend list denominato Smart Lists e  consistente nell’aggiunta di funzioni automatiche...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/gpf.jpg"><img src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/gpf.jpg" alt="gpf" title="gpf" width="570" height="200" class="alignleft size-full wp-image-2028" /></a><strong>Facebook sta testando un nuovo sistema di friend list denominato Smart Lists</strong> e  consistente nell’aggiunta di funzioni automatiche che suddividono gli  amici in base a vari criteri: in tal modo, i colleghi di lavoro saranno  raggruppati automaticamente in un gruppo, i compagni di scuola in un  altro e così via. <strong>La somiglianza con le Cerchie di Google+ è più che evidente</strong> ma, rispetto al social network di Mountain View, Facebook vuole dar  vita a un sistema intelligente che non faccia perder tempo e che renda  l’organizzazione quanto più automatica e semplice possibile.</p>
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Leggi tutto:  <a style="color: #003399;" href="http://www.webnews.it/2011/09/09/facebook-riproduce-le-cerchie-sociali-di-g/#ixzz1Xv6ypQrI">http://www.webnews.it/2011/09/09/facebook-riproduce-le-cerchie-sociali-di-g/#ixzz1Xv6ypQrI</a></div>
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		<title>In Europa gli smartphone superano i cellulari</title>
		<link>http://www.comunicazionipositive.it/2023/in-europa-gli-smartphone-superano-i-cellulari/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 09:44:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgan Babsia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Web]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/sfonesmall.jpg"><img src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/sfonesmall.jpg" alt="sfonesmall" title="sfonesmall" width="100" height="100" class="alignleft size-full wp-image-2025" /></a>Per la prima volta in assoluto, nel secondo trimestre del 2011 le vendite degli smartphone nel territorio europeo hanno superato quelle dei cosiddetti feature phone...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/sfone.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2024" title="sfone" src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/sfone.jpg" alt="sfone" width="570" height="200" /></a>Per la prima volta in assoluto, nel secondo trimestre del 2011 le<strong> vendite degli smartphone nel territorio europeo hanno superato quelle dei cosiddetti feature phone</strong>,  ovvero i telefoni con funzionalità base. I consumatori europei si  dimostrano pertanto sempre più interessati ai dispositivi di nuova  generazione, in un mercato mobile in continua evoluzione e trainato  soprattutto dagli smartphone dotati di un cuore Android e dall’iPhone di  Apple.</p>
<div style="overflow: hidden; color: #000000; background-color: transparent; text-align: left; text-decoration: none; border: medium none;">
Leggi tutto:  <a style="color: #003399;" href="http://www.webnews.it/2011/09/12/in-europa-gli-smartphone-superano-i-cellulari/#ixzz1XusSbMiu">http://www.webnews.it/2011/09/12/in-europa-gli-smartphone-superano-i-cellulari/#ixzz1XusSbMiu</a></div>
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