<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	>

<channel>
	<title>Comunicazioni Positive</title>
	<atom:link href="http://www.comunicazionipositive.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.comunicazionipositive.it</link>
	<description></description>
	<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 08:40:50 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.7.1</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Saltare senza rete (sociale)</title>
		<link>http://www.comunicazionipositive.it/1694/saltare-senza-rete-sociale/</link>
		<comments>http://www.comunicazionipositive.it/1694/saltare-senza-rete-sociale/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 16:32:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Torregrossa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Graphic]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.comunicazionipositive.it/?p=1694</guid>
		<description><![CDATA[<img src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/faccias.png" alt="faccias" width="100" height="100" class="alignleft size-full wp-image-1696" />C'è davvero gente al mondo che crede che Internet si riduca di fatto a Facebook e, al limite, Google...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1695" src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/faccia.png" alt="faccia" width="570" height="200" />C&#8217;è davvero gente al mondo che crede che Internet si riduca di fatto a  Facebook e, al limite, Google. Che si connette con l&#8217;ansia di un  adolescente la sera del primo appuntamento solo per leggere gli ultimi  aggiornamenti di stato, per taggare le foto del mare, per linkare  l&#8217;ennesimo video di gattini da Youtube o iscriversi al gruppo degli  Amici del Grande Fratello. La presenza sui social network – e Facebook  in particolare – è capillare, invasiva e persino patologica, in certi  casi. Non è un caso che, periodicamente, si sollevino gran polveroni  sulla gestione della privacy all&#8217;interno di Facebook.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">E tuttavia, è innegabile, Facebook sa offrire opportunità ricchissime per le aziende. Sono moltissimi i grandi brand presenti: </span>chiaro  che la sola presenza su Facebook, con tutte le limitazioni imposte da  un sito con obiettivi non prettamente commerciali e con la magagna della  moltiplicazione delle informazioni inutili, sarebbe controproducente.  Ma esserci, condividere, pubblicare, parlare, presentarsi, contribuire  quanto meno a creare una community (lungi dal mero aspetto lucrativo) è  un&#8217;attività che può far bene all&#8217;azienda.</p>
<p><a href="http://2.bp.blogspot.com/_1dRgeWaSmTw/TDNG8oPuHzI/AAAAAAAABSw/kc-rWSY_uyU/s1600/facebook-infographic4.jpg"><img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 289px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_1dRgeWaSmTw/TDNG8oPuHzI/AAAAAAAABSw/kc-rWSY_uyU/s400/facebook-infographic4.jpg" border="0" alt="" /></a><span style="font-weight: bold;">D&#8217;altra  parte, il target su Facebook è ricco e, seppur distratto da milioni di  cazzate, fattorie virtuali e cani abbandonati, è un potenziale bacino a  cui è difficile rinunciare. Lo dimostrano le cifre</span>: è dello scorso marzo un&#8217;interessante analisi di <a href="http://www.website-monitoring.com/">Websitemonitoring</a> che pubblica i numeri di Facebook. Li ho trovati <a href="http://blog.meetweb.it/index.php/2010/05/05/i-numeri-di-facebook-15-milioni-di-italiani-una-grande-occasione-per-le-imprese/">qui</a>, e sono molto interessanti:<br />
- 400 milioni di utenti attivi, di cui il 50% si connette ogni giorno;<br />
- 100 milioni di utenti (cioè il 25% del totale) si connette da dispositivo mobile;<br />
- 35 milioni di utenti aggiornano il loro stato quotidianamente;<br />
- ogni weekend, si condividono fino a 5 miliardi di elementi tra post, news, musica, video e note;<br />
- le Pagine attive sono oltre 3 milioni;<br />
- 20 milioni di persone diventano fan di una Pagina, ogni giorno;<br />
- 1.5 milioni di aziende sono già presenti su Facebook con le loro Pagine.<br />
<span style="font-weight: bold;">L&#8217;Italia è al sesto posto come diffusione di Facebook</span> con circa 16 milioni di utenti (dati <a href="http://www.facebakers.com/">Facebakers</a>), contro il primo posto degli USA (quasi 112 milioni, più del 25% del totale).</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Ancora più interessante è l&#8217;analisi dell&#8217;utente medio di Facebook</span> (la ricerca, lo ricordo, è internazionale):<br />
- l&#8217;utente medio ha circa 130 amici;<br />
- spende addirittura 55 minuti al giorno su Facebook;<br />
- è membro di 13 Gruppi e diventa fan di 4 Pagine al mese.<br />
Dal sito <a href="http://www.facebakers.com/">Facebakers</a> scopro invece che l&#8217;utente medio italiano è maschio (ma di poco: 53%) e  ha tra i 18 e i 34 anni (56% del totale). Se ricordate, <a href="http://graficaedeliri.blogspot.com/2009/10/facebook-e-donna.html">avevamo parlato del sesso di Facebook tempo fa</a>, ma con risultati diametralmente opposti. Il trend, dunque, è in movimento.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">I Top Brand internazionali sono: Starbucks</span> con 9 milioni di fan (+22% dal mese scorso), Coca-Cola, Skittles e Red Bull.<span style="font-weight: bold;"> I Top Brand in Italia, invece, sono </span>Nutella  (1.4 milioni di fan, al settimo posto nella classifica internazionale),  Kinder (849.000) e Vodafone (480.000), che piazza anche un quinto posto  con Vodafone Mobile People e un nono con Vodafone Zero Limits.</p>
<p><a href="http://3.bp.blogspot.com/_1dRgeWaSmTw/TDNHItMH4OI/AAAAAAAABS4/Z0rqLZx3_6I/s1600/facebook1_1.jpg"><img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 143px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_1dRgeWaSmTw/TDNHItMH4OI/AAAAAAAABS4/Z0rqLZx3_6I/s400/facebook1_1.jpg" border="0" alt="" /></a>Ma investire energie per una propria presenza come azienda su Facebook è efficace? <a href="http://blog.meetweb.it/index.php/2010/05/05/i-numeri-di-facebook-15-milioni-di-italiani-una-grande-occasione-per-le-imprese/">Luigi Chinese scrive un&#8217;interessante analisi</a>, da cui ricavo questo passaggio legato a Starbucks:</p>
<blockquote><p><span style="font-style: italic;">&#8220;C’è  da credere che la fan page sia diventata tanto famosa perchè si tratta  di Starbucks e non viceversa. Le migliaia di interazioni degli utenti  sulla pagina sono un chiaro segnale del suo successo. La pagina non solo  è visitata e ricca di fan ma anche frequentata, animata, posseduta. I  fan postano, commentano, interagiscono. Alcuni elementi sembrano  spiegare meglio questo successo (oltre la notorietà del marchio,  s’intende):<br />
- la coerenza tra business e strumento: il core business di Starbucks è l’intrattenimento ed il tempo libero, come per Facebook;<br />
- la qualità dei contenuti pubblicati;<br />
-  se poi tutto questo avviene mentre sono nel caffè, in mobilità, magari  interagendo con altri fan/clienti Starbucks in altre parti del mondo,  anche loro in mobilità, in altri caffè del mondo, l’esperienza si  intensifica e si rinforza ulteriormente.&#8221;</span></p></blockquote>
<p><span style="font-weight: bold;">Dunque:  se ti occupi di cultura e tempo libero e sei attento alla qualità del  materiale che posti, è possibile che la cosa funzioni.</span> La  dimostrazione potrebbe essere un marchio come Gucci che, seppure con  quasi 700.000 fan, riceve pochissime interazioni: gli utenti diventano  fan di Gucci, quindi, ma poi non dialogano, non scrivono, non  condividono niente.<br />
Fondamentale, sempre secondo <a href="http://blog.meetweb.it/index.php/2010/05/05/i-numeri-di-facebook-15-milioni-di-italiani-una-grande-occasione-per-le-imprese/">Chinese</a> che cita una ricerca Nielsen, è appunto non chiudere su Facebook l&#8217;esperienza dell&#8217;utente. <span style="font-weight: bold;">Il  vero vantaggio per l&#8217;azienda, al di là della diffusione del brand, c&#8217;è  quando da Facebook l&#8217;utente viene spostato al proprio sito aziendale.</span> Quando dunque l&#8217;esperienza d&#8217;intrattenimento e condivisione tipica di  Facebook, sfocia in un&#8217;intenzionalità commerciale ma al di fuori di  Facebook, che non è certo fatto per vendere prodotti o proporre affari.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Facebook,  dunque, non può essere l&#8217;unico ponte verso il web per un&#8217;azienda.  Essere solo su Facebook, anche postando contenuti validi e coerenti, può  portare a numeri giganti in termini di fan, ma scarsi risultati in  termini commerciali.</span> Il social network, in questo senso, è  esattamente ciò che è: una rete sociale, con cui pescare e selezionare  utenze per spostarle nei luoghi più opportuni al business vero e  proprio.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.comunicazionipositive.it/1694/saltare-senza-rete-sociale/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>90 milioni di euro per la banda larga in Europa</title>
		<link>http://www.comunicazionipositive.it/1689/90-milioni-di-euro-per-la-banda-larga-in-europa/</link>
		<comments>http://www.comunicazionipositive.it/1689/90-milioni-di-euro-per-la-banda-larga-in-europa/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 16:28:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgan Babsia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.comunicazionipositive.it/?p=1689</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/bls.png"><img src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/bls.png" alt="bls" title="bls" width="100" height="100" class="alignleft size-full wp-image-1691" /></a>L'Unione Europea ha deciso di investire nell'Internet del futuro e per farlo ha messo sul piatto 90 milioni di euro...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/bl.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1690" title="bl" src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/bl.png" alt="bl" width="570" height="200" /></a>Da <a href="http://business.webnews.it/news/leggi/13390/90-milioni-di-euro-per-la-banda-larga-in-europa/">webnews.it</a></p>
<p>L&#8217;<a href="http://business.webnews.it/news/tag/unione+europea">Unione Europea</a> ha deciso di investire nell&#8217;Internet del futuro e per farlo ha messo sul piatto <strong>90 milioni di euro</strong> destinati a supportare la domanda crescente di banda da parte dei cittadini. È <strong>Neelie Kroes</strong>,  commissario europeo per l&#8217;Agenda Digitale ad indicare come i  finanziamenti sono disponibili per ricercatori dell&#8217;informazione e della  comunicazione, che potranno farne richiesta per i progetti nel 2011.</p>
<p>«Internet ultra-veloce è la chiave per ottenere benefici economici». Queste le <a href="http://ec.europa.eu/information_society/newsroom/cf/itemdetail.cfm?item_id=6021&amp;utm_campaign=isp&amp;utm_medium=rss&amp;utm_source=newsroom&amp;utm_content=tpa-15">parole</a> del commissario a cui si aggiungono quelle della collega <strong>Marie Geoghegan-Quinn</strong>:  «Gli investimenti nella ricerca e nell&#8217;innovazione sono l&#8217;unico modo  per uscire dalla crisi verso una crescita sostenibile e socialmente  equa».</p>
<p>I 90 milioni di euro messi a disposizione dall&#8217;UE fanno parte di un programma di ricerca che comprende <strong>300 milioni di euro</strong> previsti per il triennio 2011-2013, più un ulteriore aggiunta di 200  milioni di euro annui per Internet. E l&#8217;Europa si impegnerà a mantenere  questo ritmo di investimenti invitando gli Stati Membri a raddoppiare la  spesa pubblica totale e raggiungendo entro il 2020 gli 11 miliardi di  euro.</p>
<p>Non è un segreto il fatto che l&#8217;Europa soffra di &#8220;povertà digitale&#8221;,  come ha dichiarato la stessa Kroes, citando allo stesso tempo esempi di  eccellenza europea quali <a href="http://business.webnews.it/news/tag/nokia">Nokia</a>. Sempre la Finlandia è stata citata con il suo <strong>SmartTouch</strong>, ovvero il più grande progetto dell&#8217;Unione Europea per la comunicazione tra dispositivi.</p>
<p>L&#8217;UE non dimentica i giovani, dato che sono previsti investimenti anche nelle <strong>chiavette Internet portatili</strong>, ormai diventate una realtà comune. Un occhio si pone attento anche alla pirateria, con la Kroes che <a href="http://www.eweekeurope.co.uk/news/europe-suffering-from-digital-poverty-warns-ec-6865">attribuisce</a> parte della responsabilità della pirateria su Internet alla <strong>mancanza di un mercato unico digitale</strong> in Europa: uno store ricco di titoli pienamente disponibili per gli  Stati dell&#8217;Unione Europea renderebbe più facile il download di contenuti  legali. «Il mercato americano della musica online è cinque volte più  grande di quello europeo. Un risultato che ci fa quasi dire che l&#8217;unico  mercato digitale esistente [in Europa] è quello illegale».</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.comunicazionipositive.it/1689/90-milioni-di-euro-per-la-banda-larga-in-europa/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>iPad in azienda, un settore da conquistare</title>
		<link>http://www.comunicazionipositive.it/1685/ipad-in-azienda-un-settore-da-conquistare/</link>
		<comments>http://www.comunicazionipositive.it/1685/ipad-in-azienda-un-settore-da-conquistare/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 16:18:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgan Babsia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.comunicazionipositive.it/?p=1685</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/pads.png"><img src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/pads.png" alt="pads" title="pads" width="100" height="100" class="alignleft size-full wp-image-1687" /></a>Il tablet pc di Apple ha creato un mercato a livello consumer, ma le sue applicazioni sono numerose...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/paddi.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1686" title="paddi" src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/paddi.png" alt="paddi" width="570" height="200" /></a><em><strong>di Massimo Canducci</strong></em></p>
<p>Da quando in gennaio Apple ha presentato al mondo il nuovo iPad  qualcosa è cambiato. Steve Jobs infatti non ha proposto soltanto un  nuovo dispositivo, ma un nuovo modello di interazione uomo-macchina, un  nuovo modo di concepire gli strumenti che ci mettono in comunicazione  con i nostri network e che ci consentono di accedere ai contenuti  digitali. Il mercato, finora, ha ampiamente premiato l’approccio di  Apple: 3 milioni di iPad venduti soltanto <a href="http://www.apple.com/pr/library/2010/06/22ipad.html">nei primi 80 giorni</a> negli Stati Uniti sono un successo indiscutibile per il dispositivo diventato capostipite della nuova famiglia dei <em>tablet device</em> – per la quale Forrester Research <a href="http://www.forrester.com/rb/Research/us_consumer_pc_market_in_2015/q/id/57210/t/2">prevede</a> una fetta di mercato del 23% entro il 2015.</p>
<p><a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2010/07/26/ipad-in-azienda-un-settore-da-conquistare">Visualizza l&#8217;articolo completo su apogeonline.com</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.comunicazionipositive.it/1685/ipad-in-azienda-un-settore-da-conquistare/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Esperimento CnrMedia: vivere di solo e-commerce</title>
		<link>http://www.comunicazionipositive.it/1678/esperimento-cnrmedia-vivere-di-solo-e-commerce/</link>
		<comments>http://www.comunicazionipositive.it/1678/esperimento-cnrmedia-vivere-di-solo-e-commerce/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 08:42:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgan Babsia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Seo, Sem e affini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.comunicazionipositive.it/?p=1678</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/commercesmall.jpg"><img src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/commercesmall.jpg" alt="commercesmall" title="commercesmall" width="100" height="100" class="alignleft size-full wp-image-1680" /></a>Francesca Sassoli, giornalista, cercherà in un anno di verificare se è possibile fare acquisti esclusivamente online]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/commerce.jpg"><img src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/commerce.jpg" alt="commerce" title="commerce" width="570" height="204" class="alignleft size-full wp-image-1679" /></a>Da <a href="http://dailyonline.virgilio.it/dettaglioArticolo.asp?idArticolo=187827">dailyonline.virgilio.it</a></p>
<p>In alcuni Paesi acquistare online è un atto scontato e quotidiano, ma in Italia questa pratica non si è ancora affermata. Sarà la diffidenza verso le transazioni elettroniche, oppure l’abitudine radicata di “toccare con mano”; o forse la quantità di servizi offerti dal web non sono ancora all’altezza per praticità o qualità. Verificare se si può vivere comprando solo su internet è la sfida che la giornalista di CnrMedia Francesca Sassoli porterà avanti per il prossimi dodici mesi. Francesca, 36 anni, single, un figlio di tre anni e un cane, vuole indagare sulle reali opportunità offerte da internet.<br />
Sul sito Francescaonline.it dal 22 giugno scorso è possibile seguire il suo quotidiano viaggio nell’e-commerce: non solo avventure o disavventure, come la difficile impresa di pagare una multa attraverso i media elettronici, ma anche suggerimenti su dove trovare prodotti particolari e interessanti, ovviamente sempre in rete. L’amministratore delegato di CnrMedia Bruno Sofia, spiega: «Sfruttando la comunicazione multicanale e l’interazione tra i mezzi radio, tv, web e stampa quotidiana a nostra disposizione, abbiamo voluto catturare l’attenzione del pubblico attraverso un percorso realistico e giornalistico fino ad oggi mai intrapreso in Italia, decisamente forte e unico nel suo genere: affidare a Francesca Sassoli il compito di protagonista attivo del mondo dell’e-commerce. La forza del progetto, che ha attirato l’attenzione di Netcomm e delle aziende partner, è sicuramente l’elemento d’innovazione in termini di comunicazione e di discontinuità rispetto al passato: l’e-commerce non più solo sotto il profilo di scenari e dati, ma finalmente come realtà quotidiana vissuta attraverso l’esperienza di una persona». L’iniziativa ha trovato sostegno innanzitutto da parte di Netcomm, il consorzio del commercio elettronico italiano: «Da anni portiamo avanti progetti di valorizzazione del commercio elettronico attraverso le attività istituzionali - dichiara Roberto Liscia, presidente di Netcomm -. Oggi l’e-commerce ha raggiunto un grado di maturità tale da poter sostenere attività impegnative come quella che ci propone Cnr. Per questo motivo ci siamo fatti promotori dell’iniziativa».<br />
Oltre che sul blog www.francescaonline.it, è possibile seguire l’esperimento di Francesca Sassoli grazie ai due appuntamenti quotidiani su Cnr Radio Fm e allo spazio su Cnr Tv News, cui si aggiunge la rubrica pubblicata ogni giorno su E Polis.</p>
<p><strong>Gli sponsor</strong><br />
L’avventura della Sassoli ha attirato l’attenzione di partner come Air Berlin, Alpitour World, Privalia Italia, Primi Sui Motori e CheBanca!, presente con i propri servizi bancari tutti rigorosamente online.<br />
Per Marco Fontana, country manager Italia di Air Berlin, il progetto è interessante per la sua connotazione di interattività. «Internet ha cambiato il modo di vivere dei consumatori e sempre più lo farà in futuro. Il mondo del turismo è tra quelli che si sono distinti come capacità di innovazione, trainando questo andamento».<br />
Alpitour World è entrato nell’e-commerce da un anno con il nuovo portale che - spiega Ezio Limonta, responsabile divisione web -, con più di 5 milioni di visitatori e 41 milioni di pagine viste rappresenta la principale sfida tecnologica del Gruppo negli ultimi anni. L’iniziativa di Cnr è particolarmente adatta a dare rilevanza a Jeans, il tour operator virtuale lanciato recentemente.<br />
«Per la prima volta è un consumatore e non un’azienda a raccontare lo shopping online - afferma Valentina Visconti, ceo di Privalia Italia -, con l’obiettivo di velocizzare l’avvicinamento all’acquisto online del consumatore italiano», mentre Fulvio Dal Passo, direttore marketing e servizi operativi di Primi Sui Motori sottolinea: «Il web è uno strumento straordinario per le aziende, abbiamo di fronte un potenziale inespresso dovuto ancora alla diffidenza del consumatore italiano. Questo progetto è una riposta pratica, essenziale e soprattutto diretta».</p>
<p><strong>Cnr, un sistema composito</strong><br />
CnrMedia A CnrMedia fa capo un sistema multimediale fondato sull’esperienza dell’agenzia giornalistica Agr, che fornisce notizie e approfondimenti tutti i giorni, 24 ore su 24. I giornalisti professionisti che la compongono coordinano dalla redazione centrale di Milano i contributi di circa 52 troupe e corrispondenti sparsi in tutta Italia.<br />
Cnr Radio Fm E’ la rete radiofonica nazionale nata dalla fusione tra le principali emittenti regionali italiane. Manda in onda ogni giorno 34 Gr e pubblicità nazionale trasmessa in cluster esclusivi. La ascoltano quotidianamente oltre 6 milioni di persone.<br />
Cnr Tv News E’ la prima rete-news che riunisce le maggiori emittenti tv areali italiane con un format di informazione messo in onda simultaneamente. L’offerta editoriale prevede 6 edizioni di Tg quotidiani della durata di 3 minuti, in onda dal lunedì al sabato, oltre ad un tv magazine. Complessivamente i tg generano oltre 2 milioni di contatti al giorno.<br />
Altre attività Completano il sistema, Cnrmedia.com, le applicazioni gratuite iPad e iPhone, e il quotidiano E Polis di cui Prs è concessionaria per la raccolta pubblicitaria.<br />
Silvia Antonini</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.comunicazionipositive.it/1678/esperimento-cnrmedia-vivere-di-solo-e-commerce/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Social network: sono mezzi utili a patto che&#8230;</title>
		<link>http://www.comunicazionipositive.it/1674/social-network-sono-mezzi-utili-a-patto-che/</link>
		<comments>http://www.comunicazionipositive.it/1674/social-network-sono-mezzi-utili-a-patto-che/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 15:56:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgan Babsia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Seo, Sem e affini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.comunicazionipositive.it/?p=1674</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/socialtw.jpg"><img src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/socialtw.jpg" alt="socialtw" title="socialtw" width="100" height="100" class="alignleft size-full wp-image-1675" /></a>Facebook e Twitter possono essere validi strumenti di marketing se usati secondo le indicazioni del pubblico...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/soc.jpg"><img src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/soc.jpg" alt="soc" title="soc" width="570" height="200" class="alignleft size-full wp-image-1676" /></a>Da <a href="http://dailyonline.virgilio.it/dettaglioArticolo.asp?idArticolo=187029">dailyonline.virgilio.it</a></p>
<p>Che i social network fossero un preziosissimo strumento di marketing, le aziende lo avevano capito già da un pò di tempo, visto che communities come Facebook e Twitter sono ormai parte integrante delle strategie di comunicazione di quasi tutte le realtà aziendali, grandi e piccole. Anche il comparto dei retailer in questo caso non è da meno, sfruttando appieno i social network come strumento di interazione con i propri clienti e di veicolazione delle proprie offerte. Ma, anche nel caso delle insegne della distribuzione, l’utilizzo di questi portali relazionali, se non condotto propriamente, può comportare dei rischi, arrivando a minare la fiducia e la credibilità dei brand. Insomma, i social network possono essere utili mezzi di comunicazione, ma solo se utilizzati seguendo i desideri del pubblico. Un recente sondaggio condotto da Ncr Corporation - multinazionale tecnologica, leader nella produzione di sportelli automatici, di self-checkout e di altre soluzioni assistite e self-service - ha indagato il modo in cui i social media vengono usati da parte dei consumatori, evidenziando come i retailer possano soddisfare meglio le loro esigenze utilizzando il web 2.0. E le richieste del pubblico sono essenzialmente due: maggiore personalizzazione e più scelta nelle modalità di interazione con i retailer.</p>
<p><strong>I brand rafforzanola credibilità</strong><br />
Innanzitutto, la ricerca fornisce una conferma: utilizzare siti di social network o community di interesse dà maggiore credibilità al brand. I consumatori desiderano, infatti, interagire con i propri amici attraverso i social media, a maggior ragione in fase di pre-acquisto, e si rivolgono ai retailer che facilitano questo processo. Inoltre, la capacità delle marche di ottenere un reale feedback dei clienti (sia positivo sia negativo), come per esempio i commenti sui prodotti, aggiunge credibilità ai programmi di marketing dei social media.<br />
I consumatori appaiono consapevoli che proprio grazie ai social nertwork i brand acquisiscono i loro gusti e preferenze: i contatti tra retailer e cliente, attraverso siti come Facebook o Twitter, possono infatti influenzare le decisioni di acquisto degli utenti.</p>
<p><strong>What consumer wants</strong><br />
Tuttavia i consumatori dimostrano di preferire proprio quei retailer che li conoscono quasi individualmente, quindi con specifiche preferenze e un’informazione o un servizio personalizzato. A pensarla così è il 34% degli italiani, il 37% degli statunitensi, il 39% degli inglesi, il 32% dei tedeschi e il 40% dei canadesi. In linea con l’esigenza di avere un’esperienza personalizzata, il pubblico inoltre predilige quei brand che offrono maggiore scelta nella modalità di interazione (per esempio online, presso il punto vendita, attraverso i social network o via cellulare), e anzi optano per una integrazione tra le varie attività. Su questo è molto d’accordo il 51% degli italiani, il 35% degli americani, il 29% dei canadesi, il 28% degli inglesi e il 24% dei tedeschi (ma è “piuttosto d’accordo” il 39% degli italiani, il 45% degli americani, il 53% dei canadesi, il 56% degli inglesi e il 45% dei tedeschi).<br />
La maggior parte dei consumatori ha poi affermato di preferire ricevere dai retailer offerte uguali su tutti i social media, piuttosto che offerte singole. Per esempio, invece di scegliere un’offerta di un coupon online direttamente sul sito di un retailer, i consumatori sono più propensi a scegliere un’offerta se possono identificare un programma di interesse tramite Twitter o consultare i consigli dei loro amici su Facebook prima di completare la transazione attraverso il sito del brand.<br />
Un altro dei principali vantaggi percepiti dai consumatori è infine la possibilità di interagire, tramite i social network, con esperti del settore: per questo è importante per i brand, e motivo di fiducia, mettere a disposizione esperti online e rispondere rapidamente. Molti intervistati (il 44% degli italiani, il 40% degli americani, il 43% dei canadesi, il 42% degli inglesi e il 33% dei tedeschi) hanno infatti risposto che la capacità di interagire con gli esperti e ottenere un supporto rapido e pertinente è un elemento fondamentale per decidere dove e in che modo fare acquisti. I consumatori si aspettano anche che i retailer ascoltino i feedback forniti tramite i canali di social media e rispondano più rapidamente, come in caso di notifica di esperienza negativa in un negozio o di un link online non appropriato.</p>
<p><strong>La metodologia</strong><br />
La survey condotta da Ncr ha coinvolto oltre 400.000 persone in Italia, Usa, Canada, Gran Bretagna e Germania, intervistate sulla loro esperienza con i social media e il modo in cui i retailer possono soddisfare meglio le loro esigenze utilizzando il web 2.0.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.comunicazionipositive.it/1674/social-network-sono-mezzi-utili-a-patto-che/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>e-commerce, il fascino del carrello virtuale</title>
		<link>http://www.comunicazionipositive.it/1668/e-commerce-il-fascino-del-carrello-virtuale/</link>
		<comments>http://www.comunicazionipositive.it/1668/e-commerce-il-fascino-del-carrello-virtuale/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 09:38:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgan Babsia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.comunicazionipositive.it/?p=1668</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/manina1.jpg"><img src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/manina1.jpg" alt="manina1" title="manina1" width="100" height="100" class="alignleft size-full wp-image-1670" /></a>La comodità logistica e la sicurezza della transazione le leve che spingono a reiterare gli acquisti in internet]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/comm.jpg"><img src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/comm.jpg" alt="comm" title="comm" width="570" height="200" class="alignleft size-full wp-image-1671" /></a>Da dailyonline.virgilio.it</p>
<p>Più si compra, più si comprerebbe. Il commercio elettronico è un’abitudine che si consolida nel tempo, che si irrobustisce negli anni via via che aumenta la fiducia in questo canale. A dirlo la prima ricerca sui comportamenti di acquisto online in Italia, realizzata da ContactLab in collaborazione con Netcomm, da cui emerge come, fra coloro che fanno più di 10 acquisti all’anno, è molto alta la percentuale (84%) di “veterani”, che hanno iniziato oltre un anno prima; al contrario, fra i più prudenti, che non superano i due acquisti l’anno, è larga (41%) la percentuale di coloro che si sono avvicinati a questa prassi meno di un anno prima. In larga parte (66%) gli acquirenti comprano online più di una tipologia di beni e servizi; in particolare, quelli che comprano sul web vacanze e servizi assicurativi sono i più curiosi ed esplorativi circa le potenzialità dell’e-biz.<br />
Ma quali sono i fattori determinanti per chi sceglie il commercio elettronico? Comodità logistica e sicurezza della transazione e dell’acquisto rappresentano gli elementi più rilevanti per la maggior parte degli acquirenti online (il 69% dà importanza a entrambi i fattori); meno determinanti invece la convenienza economica e l’ampiezza della gamma. Quanto poi alla “sicurezza” l’aspetto più importante è considerato la possibilità di avere un contatto diretto con il venditore, cui seguono la consapevolezza di ciò che si acquista, la sicurezza della transazione e della spedizione e le condizioni trasparenti.<br />
Grande attenzione, inoltre, viene posta dagli acquirenti anche alla logistica: circa l’80% incrementerebbe il suo volume di acquisti online in presenza di agevolazioni in questo ambito, come per esempio la possibilità di concordare data e ora della consegna.<br />
Il fenomeno dell’e-commerce sembra non arrestarsi nemmeno di fronte all’attuale crisi economica e, al contrario, pare progredire nel tempo senza inversioni di tendenza: rispetto al 2009, i rispondenti hanno acquistato più frequentemente (+29% di acquisti online, grazie all’oltre 30% che ha aumentato il numero di spese e all’oltre 50% che ha comprato come l’anno precedente), hanno speso di più (+23%, grazie all’oltre 30% che ha aumentato il budget e al 40% che l’ha lasciato invariato) e hanno aumentato la varietà dei prodotti e dei servizi acquistati (+31% di diversificazione, grazie al quasi 40% che ha incrementato il proprio ventaglio di acquisti e all’oltre 50% che l’ha lasciato invariato).<br />
Italiani innovativi quindi nella scelta del canale di vendita, ma anche in quella dei mezzi utilizzati per orientarsi all’acquisto: infatti per scegliere marche e modelli di prodotti da comprare, gli italiani utilizzano prioritariamente recensioni su siti specializzati, poi, quasi a pari merito, siti comparatori di prezzo e visita a negozi tradizionali; inoltre ricorrono al consiglio di amici e conoscenti, consultano i blog e, per finire, si informano su canali tradizionali come stampa a e tv.<br />
Fra i non acquirenti, invece, i principali deterrenti all’e-commerce sono: la supposta difficoltà di accertare la qualità del prodotto, l’impossibilità di contattare il venditore e l’assenza di un rapporto diretto con quest’ultimo, l’insicurezza delle informazioni, la preferenza per un negozio di fiducia, la paura del danneggiamento della merce. Interessante la differenza fra chi compra online e chi no a proposito dei driver che potrebbero favorire la propensione all’acquisto: la leva del prezzo è, per esempio, l’aspetto più importante per aumentare ulteriormente la propensione all’acquisto online per coloro che già lo hanno sperimentato; seguono il pagamento a posteriori e la possibilità di concordare ora e data. Per i non acquirenti, invece, i fattori che potrebbero indurre a comprare online sono il pagamento a posteriori, la sicurezza nell’invio dei dati e condizioni contrattuali chiare.</p>
<p>La metodologia<br />
L’indagine, la prima sui comportamenti di acquisto online in Italia, è stata realizzata da ContactLab in collaborazione con Netcomm e presentata in occasione del recente E-commerce Netcomm Forum. L’87% dei rispondenti è rappresentato da acquirenti, il 13% da non acquirenti. La concentrazione più alta di rispondenti è nelle fasce d’età fra i 35 e i 49 anni, con buone percentuali tuttavia anche nelle fasce 50-54 e 30-34 anni. Sorprende, smentendo consolidate convinzioni sulla minor confidenza delle persone mature con internet, che ben il 24% dei rispondenti abbia un’età superiore a 55 anni, mentre gli under 25 sono appena il 3%. Le donne tendono a essere più diffidenti nei confronti dell’acquisto: le non acquirenti sono infatti il 15% delle rispondenti, contro l’11% degli uomini.</p>
<p>Mercato: Business a +16% nel primo trimestre del 2010<br />
Torna a correre l’e-commerce in Italia e cresce a doppia cifra nel primo trimestre 2010. Il totale delle vendite realizzate da siti italiani registra, infatti, un incremento del 16% toccando quota 1.425 milioni di euro (con una stima di chiusura dell’anno a 6.505 milioni di euro). È la fotografia scattata dall’Osservatorio eCommerce b2c Netcomm - School of Management del Politecnico di Milano, realizzato in occasione dell’E-commerce Forum 2010. Secondo la ricerca, che prende in esame 200 casi, sono in progressione tutti i comparti e, in particolare, abbigliamento (+51%), informatica ed elettronica (+23%) e turismo (+23%), ma anche editoria, musica ed audiovisivi (+19%), fino alle assicurazioni (+18%) e ai generi alimentari (+17%). Quanto alle previsioni per il 2010, le vendite di prodotti b2c (informatica ed elettronica di consumo, libri, abbigliamento, alimentari) aumenteranno del 21% circa, superando 1,4 miliardi di euro, mentre quelle dei principali “servizi” (biglietti, viaggi, assicurazioni) raggiungeranno 3,9 miliardi di euro, in crescita del 19%. Registrerà un lieve calo dell’1% solo l’aggregato “altro” (made in Italy, ricariche telefoniche, ticketing).</p>
<p>Curiosità: si può vivere di solo e-commerce?<br />
È possibile vivere facendo solo acquisti online? Domanda alla quale proverà a rispondere Cnr Media, che con il patrocinio di Netcomm vuole dimostrare quanto sia utile, nella vita di una persona, l’e-commerce. Il progetto, denominato “leS - Italian e-Shopper”, coinvolge la giornalista di Cnr Francesca Sassoli, madre di un bambino di tre anni e proprietaria di un cane, che vivrà utilizzando solo il canale internet per acquistare beni di consumo o servizi: cibo, abbigliamento, libri, viaggi… La sua vita quotidiana verrà poi documentata attraverso un blog, un diario giornaliero su E Polis, un appuntamento quotidiano su Cnr Radio Fm e uno su Cnr Tv News. L’iniziativa è stata abbracciata da due aziende che fanno del commercio elettronico il loro business: Privalia e PayPal.</p>
<p>Il report completo è disponibile online per il download gratuito a <a href="http://www.contactlab.com/ecommercereport">questo</a> indirizzo</p>
<p>Clara Bandini</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.comunicazionipositive.it/1668/e-commerce-il-fascino-del-carrello-virtuale/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ICANN ha deciso: .xxx è realtà</title>
		<link>http://www.comunicazionipositive.it/1664/licann-ha-deciso-xxx-e-realta/</link>
		<comments>http://www.comunicazionipositive.it/1664/licann-ha-deciso-xxx-e-realta/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 10:34:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgan Babsia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.comunicazionipositive.it/?p=1664</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/xxx.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1665" title="xxx" src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/xxx.jpg" alt="xxx" width="100" height="100" /></a>Entro i primi giorni del 2011 prenderà il via la registrazione dei domini .xxx dedicati al mondo della pornografia...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/lucchetto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1666" title="lucchetto" src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/lucchetto.jpg" alt="lucchetto" width="570" height="200" /></a>Da <a href="http://www.webnews.it/news/leggi/13227/licann-ha-deciso-xxx-e-realta/">webnews.it</a></p>
<p>«<strong>ICM Registry è lieta di annunciare che l&#8217;ICANN ha approvato i  Top-Level Domain .xxx</strong>». Ad <a href="http://www.icmregistry.com/">annunciare</a> l&#8217;ufficialità della  decisione è direttamente l&#8217;organo proponente, il nome che da tempo sta  appresso alla proposta per fare in modo che il dominio legato al mondo  della pornografia potesse generare una zona dedicata della rete sulla  quale poter convogliare i contenuti sul tema.<br />
Il dibattito sull&#8217;opportunità dei .xxx è stato lungo e dovrà  spegnersi ora forzatamente di fronte alla presa d&#8217;atto di quel che andrà  a succedere: <strong>d&#8217;ora in poi sulla rete ci sarà una zona dedicata  al porno</strong>. Trattasi di una ipotesi dibattuta per le  problematiche etiche, tecniche ed economiche che tira in ballo, ma  trattasi di una decisione che l&#8217;ICANN non ha più potuto rinviare e per  la quale è ora giunto il semaforo verde definitivo: «la decisione  porterà presto alla fruizione dei nostri 6 anni di sforzi per creare uno  specifico indirizzo web per l&#8217;intrattenimento per adulti e giunge sulla  scia di una analisi indipendente che ha dichiarato errata la precedente  decisione dell&#8217;ICANN». La nascita dei .xxx non stabilisce però una zona  esclusiva nel quale tutto il porno dovrà giocoforza confluire: <strong>si  tratterà piuttosto di una diaspora su base volontaria, di una scelta  che ogni operatore potrà compiere in autonomia</strong> sulla base dei  privilegi e degli oneri da scontare per far parte della &#8220;community&#8221;  (così viene più volte definita dalla stessa ICM Registry).</p>
<p>Per la ICM Registry è una vittoria, ma anche una vendetta: nonostante  il denaro ed il tempo investiti nel progetto, l&#8217;ICANN aveva infatti a  suo tempo <a href="http://www.webnews.it/news/leggi/5721/licann-respinge-definitivamente-il-xxx/">negato</a> la possibilità di procedere, dovendo poi <a href="http://business.webnews.it/news/leggi/12467/torna-in-auge-lipotesi-dei-xxx/">rivedere</a> la propria decisione in seguito ad un nuovo riesame. Ora i .xxx sono  invece stati accettati e da adesso in poi le parti collaboreranno per  giungere alla messa a punto definitiva del dominio.</p>
<p>«I domini .xxx offriranno un luogo per i fornitori di intrattenimento  per adulti e di quanti vogliono essere parte della nostra community  autoregolata»: <strong>l&#8217;ICM Registry prevede di aprire i primi domini  entro i primi giorni del 2011</strong> («se non prima») e notifica di  aver già registrato la <strong>prenotazione per almeno 110 mila domini</strong> in tutto.</p>
<p>Lo scopo del dominio, ancora non chiaro a tutti coloro i quali in  queste ore stanno partorendo le prime opinioni sul tema, è quello di far  chiarezza per offrire ai produttori un processo sicuro di distribuzione  tale per cui anche l&#8217;utenza possa adeguatamente tutelarsi con filtri,  parental control e quant&#8217;altro si ritenga necessario adottare. Tra gli  obiettivi in capo ai nuovi .xxx:</p>
<ul>
<li>l&#8217;apposizione di una vera e propria etichetta al sito, <strong>rendendo  esplicito il contenuto per facilitare le operazioni di filtro</strong>;</li>
<li>la <strong>regolarizzazione del mercato</strong>, aumentando le  predicibilità dei flussi in entrata ed aumentando la customer retention;</li>
<li>un forum di discussione per autoregolamentare la community e <strong>calibrare  le policy relative al mondo dell&#8217;intrattenimento per adulti</strong>.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.comunicazionipositive.it/1664/licann-ha-deciso-xxx-e-realta/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>La digitalizzazione moltiplica le possibilità</title>
		<link>http://www.comunicazionipositive.it/1660/la-digitalizzazione-moltiplica-le-possibilita/</link>
		<comments>http://www.comunicazionipositive.it/1660/la-digitalizzazione-moltiplica-le-possibilita/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 10:28:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgan Babsia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.comunicazionipositive.it/?p=1660</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/matita.jpg"><img src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/matita.jpg" alt="matita" title="matita" width="100" height="100" class="alignleft size-full wp-image-1662" /></a>Il processo permette di produrre spot video che raggiungono il consumatore dentro e fuori le mura domestiche...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/digit.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1661" title="digit" src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/digit.jpg" alt="digit" width="570" height="200" /></a>Da <a href="http://dailyonline.virgilio.it/dettaglioArticolo.asp?idArticolo=187023">dailyonline.virgilio.it</a></p>
<p>La crisi del 2009 ha portato molte aziende a ridurre i propri budget di comunicazione investendo nei mezzi che lavorano nel breve periodo, puntando su campagne tattiche, in grado di far vendere i loro prodotti. La preferenza è andata quindi a televisione e radio, che sono in grado di garantire coperture elevate nel breve periodo.<br />
Nel 2010 la filosofia dovrebbe rimanere la stessa e solo dal 2011 si ritornerà probabilmente a campagne di brand.<br />
Intanto, però, i mezzi su cui veicolare contenuti pubblicitari si moltiplicano: il media diventa una commodity, ciò che guida è il contenuto. Il fenomeno della digitalizzazione ha fatto sì che il mercato dell’audio-video esplodesse in tutte le sue forme: cinema, tv, internet, digital out of home. In un’ottica di efficienza,<br />
ciò permette all’investitore di produrre uno spot video da adattare a tutte le piattaforme disponibili, contattando il consumatore in casa e fuori casa. In uno scenario sempre più convergente, quindi, la tecnologia pone alla televisione generalista nuove sfide da affrontare perché, oltre a satellite e digitale terrestre, deve competere con web tv e Iptv, ma anche con smartphone e game console.</p>
<p><strong>Il responso dei numeri</strong><br />
Nei primi quattro mesi del 2010 il totale ascolto televisivo si è mantenuto costante con una variazione del -0,3% rispetto al 2009. Le famiglie in possesso di un decoder per digitale terrestre o satellite sono arrivate a 17 milioni e 507 mila. Gli individui che hanno sottoscritto un abbonamento a Sky sono 12,7 milioni (22,1% della popolazione) e i possessori di digitale terrestre sono 38,6 milioni (67,2%). La share della tv generalista ad aprile 2010 è scesa all’82,9% con una perdita di 5,6 punti rispetto all’anno precedente. Il satellite resta stabile con l’8,3% di share (-0,8 punti), mentre il digitale terrestre arriva all’8,7% con un incremento di 6,2 punti.<br />
Da gennaio ad aprile, dunque, quasi tutte le reti generaliste hanno registrato una flessione. La perdita maggiore è di Italia 1, che evidenzia un -9,2% anche a causa dell’attenzione dei bambini e dei target più giovani verso l’offerta dei nuovi canali digitali. Il secondo calo più importante è quello accusato da Rai 3, che perde l’8,0%. Nel panorama televisivo la rete leader è Rai 1 con un ascolto di 2,8 milioni e una contrazione del -3,1% rispetto al 2009. Più marcata la variazione negativa (-6,3%) per la rete ammiraglia di Mediaset, che ottiene un ascolto di 2,6 milioni di spettatori. In crescita invece, l’audience (+2,1%) di Rai 2, che beneficia del miglioramento di ascolti in day time (trainato da “Il fatto del giorno” e “Quelli che il calcio”) e delle buone performance di “AnnoZero” e “L’Isola dei famosi” in prime time.<br />
La perdita di ascolti scontata da Rai e Mediaset viene in parte recuperata dalle performance degli editori sul dtt. Tra i primi 20 canali, Mediaset posiziona tre emittenti: il canale dedicato ai ragazzi Boing all’ottavo posto con un ascolto di 131 mila telespettatori in crescita del 127,5%, Premium Calcio (69 mila) e il canale di cinema e cultura Iris (51 mila). Il servizio pubblico, invece, è presente nel rank con Rai 4 (telefilm e film), che occupa la nona posizione con un ascolto di 84 mila spettatori e un incremento del 227,7% rispetto all’anno precedente. Ma buoni risultati hanno anche riscontrato Rai Premium (fiction) con 58 mila spettatori e Rai Yoyo (cartoni animati; 50 mila). Sulla piattaforma Sky buoni risultati per Sky Sport 1 che segna una media di 64 mila spettatori con un incremento del 13,7%. Il canale delle serie Fox Crime registra un ascolto di 60 mila spettatori con una variazione negativa del 10,2%, mentre Fox cresce dell’1,0%. Perdita di audience per il canale Sky Cinema, che evidenzia un -5,8%.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.comunicazionipositive.it/1660/la-digitalizzazione-moltiplica-le-possibilita/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>In vacanza con un clic</title>
		<link>http://www.comunicazionipositive.it/1654/in-vacanza-con-un-clic/</link>
		<comments>http://www.comunicazionipositive.it/1654/in-vacanza-con-un-clic/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 10:16:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgan Babsia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.comunicazionipositive.it/?p=1654</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/a5sp3ktw.jpg"><img src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/a5sp3ktw.jpg" alt="a5sp3ktw" title="a5sp3ktw" width="100" height="100" class="alignleft size-full wp-image-1655" /></a>1.3 milioni di italiani hanno già prenotato le proprie vacanze estive grazie al Web. Al tempo stesso un turista estero su 3 viene in Italia proprio approfittando delle offerte online...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/vacanza.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1656" title="vacanza" src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/vacanza.jpg" alt="vacanza" width="570" height="200" /></a>Da <a href="«Unioncamere ha pubblicato un report (doc) nel quale si sottolinea la sempre più importante presenza del web nei processi di acquisto legati al turismo nazionale ed internazionale, verso e fuori l'italia. Nel primo caso, almeno 1 turista su 3 acquista già ad oggi i propri pacchetti sul web approfittando delle molte offerte raggiungibili con pochi click. ">webnews.it</a></p>
<p>«Unioncamere ha pubblicato un report (<a href="http://www.unioncamere.gov.it/images/stories/documenti/doc/allegati2/Comunicati_stampa/com_dardanello_liberta_impresa.doc">doc</a>)  nel quale si sottolinea la <strong>sempre più importante presenza del  web nei processi di acquisto legati al turismo</strong> nazionale ed  internazionale, verso e fuori l&#8217;italia. Nel primo caso, <strong>almeno 1  turista su 3 acquista già ad oggi i propri pacchetti sul web</strong> approfittando delle molte offerte raggiungibili con pochi click. Nel  secondo caso, <strong>già 1.3 milioni di italiani avrebbero prenotato le  proprie vacanze estive scegliendo il web come proprio riferimento  primario</strong>. «Una cifra non da poco, considerando che, su un  totale di 24,5 milioni di italiani che hanno intenzione di prendere un  periodo di ferie tra luglio ed agosto, solo il 28% ha già prenotato e di  questi, appunto, un quinto lo ha fatto online».</p>
<p>Spiega <strong>Ferruccio Dardanello</strong>, Presidente Unioncamere:  «Il ruolo di Internet è sempre più centrale nel turismo, sia come  strumento di intermediazione diretta e indiretta per le imprese che come  leva aggiuntiva promozionale e pubblicitaria. È una grande opportunità  che va sfruttata e ancor più fortemente integrata con gli altri canali  tradizionali, perché è la frontiera su cui una massa enorme di giovani  consumatori si muove già. E dove <strong>in futuro, sempre di più, si  giocherà l&#8217;attrattività del nostro sistema turistico</strong>, uno  &#8220;scrigno&#8221; pieno di tesori che ci rende unici al mondo e che dobbiamo  assolutamente valorizzare». Nelle parole di Dardanello sembra esserci un  velato invito al ministero affinchè il progetto &#8220;Magic Italy&#8221; possa  diventare qualcosa di più serio ed importante, qualcosa su cui investire  per far dimenticare al mondo del turismo ciò che Italia.it è stato in  passato.<br />
Questi i dati sul settore raccolti da <a href="http://www.unioncamere.gov.it/">Unioncamere</a>-<a href="http://www.isnart.it/">Isnart</a> per l&#8217;<a href="http://www.ontit.it/">Osservatorio Nazionale del Turismo</a>:<br />
«l&#8217;<strong>85%</strong> degli operatori offre alla propria clientela  la possibilità di prenotare tramite il web, utilizzando e-mail, siti di  proprietà o grandi portali»<br />
«il <strong>61,2%</strong> delle imprese è abilitata a ricevere  prenotazioni direttamente online»<br />
«il <strong>32,1%</strong> degli operatori si serve di agenzie di  viaggio on line»<br />
«il <strong>19,8%</strong> delle imprese è presente su social  network, Facebook in testa, sul quale sono presenti il 44,8% degli  Ostelli della gioventù, il 43,6% dei villaggi ed oltre il 30% degli  alberghi a 4 e 5 stelle»<br />
«Nel I trimestre 2010, il 34,5% della clientela delle strutture  ricettive italiane ha prenotato via rete, quota che sale al 41,3% per i  soggiorni in città. Le prenotazioni sono avvenute tramite il contatto  diretto con la struttura attraverso il <strong>sito web</strong> (12,5%), l&#8217;invio di <strong>e-mail</strong> (15,6%) e l&#8217;utilizzo dei  grandi <strong>portali di settore</strong> (6,4%)»: trattasi però di  cifre che possono ulteriormente aumentare, poiché non sempre l&#8217;utenza  italiana conosce le opportunità esistenti e, soprattutto, non tutte le  strutture ricettive hanno messo a punto tutto quanto necessario per  incontrare l&#8217;utente sul Web per suggerirgli i propri servizi, le proprie  offerte ed il fascino di quello che è il patrimonio italiano.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.comunicazionipositive.it/1654/in-vacanza-con-un-clic/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>1,7 milioni di iPhone 4 venduti in tre giorni</title>
		<link>http://www.comunicazionipositive.it/1650/17-milioni-di-iphone-4-venduti-in-tre-giorni/</link>
		<comments>http://www.comunicazionipositive.it/1650/17-milioni-di-iphone-4-venduti-in-tre-giorni/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 10:02:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Morgan Babsia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.comunicazionipositive.it/?p=1650</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/quattro.jpg"><img src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/quattro.jpg" alt="quattro" title="quattro" width="100" height="100" class="alignleft size-full wp-image-1651" /></a>Apple ha comunicato di aver venduto 1,7 milioni di iPhone 4 nei primi tre giorni sul mercato, dato che premia il telefono come...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/mano4.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1652" title="mano4" src="http://www.comunicazionipositive.it/wp-content/mano4.jpg" alt="mano4" width="570" height="200" /></a><strong>Da <a href="Apple ha venduto 1,7 milioni di iPhone 4 in tre giorni. Il dato è stato diramato direttamente da Cupertino con apposita comunicazione ufficiale, coprendo così con i numeri le polemiche  che stanno gonfiando attorno ai &quot;presunti&quot; (e verificati) problemi nella ricezione del telefono in conseguenza di una &quot;errata&quot; impugnatura del device.">webnews.it</a></p>
<p>Apple ha venduto 1,7 milioni di iPhone 4 in tre giorni</strong>.  Il dato è stato diramato direttamente da Cupertino con apposita <a href="http://www.apple.com/pr/library/2010/06/28iphone.html">comunicazione  ufficiale</a>, coprendo così con i numeri le <a href="http://www.webnews.it/news/leggi/13220/iphone-4-le-promesse-del-finto-e-del-vero-jobs/">polemiche</a> che stanno gonfiando attorno ai &#8220;presunti&#8221; (e verificati) problemi  nella ricezione del telefono in conseguenza di una &#8220;errata&#8221; impugnatura  del device.</p>
<p>«Apple annuncia oggi di aver venduto oltre 1,7 milioni di iPhone 4 al 26  Giugno, appena <strong>tre giorni dopo il lancio del 24 Giugno</strong>».  Il comunicato stampa continua con l&#8217;elenco delle novità (FaceTime,  grafica HD, processore A4, eccetera), ma senza dedicare il minimo cenno  ai problemi emersi. Anzi, le parole di Steve Jobs continuano a  sottolineare il successo del lancio: «Questo è <strong>il maggior  successo di un lancio di prodotto nella storia di Apple</strong>.  Quindi, ci scusiamo con gli utenti che hanno avuto l&#8217;Iphone per la  mancanza di sufficienti unità».<br />
Nel comunicato c&#8217;è spazio anche per i prossimi giorni, ricordando ove  è possibile avere l&#8217;iPhone 4 e sottolineando l&#8217;apertura ad ulteriori  mercati (tra i quali l&#8217;Italia) entro fine Luglio. Il dato dei primi tre  giorni è però l&#8217;unica informazione che trapela, mentre i siti web di  tutto il mondo puntano i fari su un ipotetico iOS 4.01 che potrebbe  bypassare i problemi dell&#8217;antenna con un aggiornamento software in grado  di calmierare la portata del bug progettuale (del quale Apple continua a  <a href="http://www.webnews.it/news/leggi/13210/impugnate-liphone-4-in-un-altro-modo/">declinare</a> ogni responsabilità sull&#8217;impugnatura e sulla FCC, senza assunzione di  colpa alcuna e con uno &#8220;stay tuned&#8221; che preavverte di prossime solerti  novità).</p>
<p>Occorre sottolineare come alcune stime indicano il fatto che <strong>in  fila per l&#8217;iPhone 4 vi fosse un alto numero di utenti già in possesso  di iPhone</strong> e decisi ad effettuare l&#8217;upgrade immediato del  telefono in uso. Trattasi di una massa che supera il <a href="http://tech.fortune.cnn.com/2010/06/25/77-of-iphone-4-sales-were-upgrades/">75%</a> delle presenze, il che suggerisce per l&#8217;iPhone 4 un ruolo di primo  piano soprattutto per gli utenti già catturati da Cupertino in passato  ed ora fidelizzati con il nuovo device.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.comunicazionipositive.it/1650/17-milioni-di-iphone-4-venduti-in-tre-giorni/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
	</channel>
</rss>
